Oggi, a New Delhi, la cucina italiana ha ottenuto l’importante riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO. Un risultato che conferma il valore universale della gastronomia italiana come simbolo di convivialità, cultura e identità nazionale.
La candidatura è stata fortemente promossa dalla direttrice de “La Cucina Italiana”, Maddalena Fossati Dondero, con il sostegno dell’Accademia Italiana di Cucina e della Fondazione Casa Artusi. Come dichiarato dalla direttrice, “in termini di cura, accudimento e incontro, tra diversità territoriali e nel segno comune della sostenibilità, che sottolinea contemporaneamente la forte matrice popolare della nostra cucina”.

Cucina italiana UNESCO PH Pixabay
Questo traguardo si aggiunge a precedenti riconoscimenti italiani da parte dell’UNESCO, come la Dieta Mediterranea, la Cerca e cavatura del tartufo in Italia, la Vite ad alberello di Pantelleria e l’Arte del pizzaiuolo napoletano. Da Nord a Sud, le ricette e l’estro degli chef raccontano un’Italia che unisce tradizione, ricerca e creatività.
Piemonte: tra identità e innovazione
Nel Piemonte, la tradizione si trasforma grazie all’ingegno di grandi chef.
Alla Rei Natura di Serralunga d’Alba (CN), nel Boscareto Resort & SPA, lo chef Michelangelo Mammoliti reinventa la classica Albese in una versione vegetale con peperone di Capriglio (AT). Il piatto combina pralinato, pesto, salsa di noci, anchoyade e vinaigrette all’aceto di Jerez, esaltando sapori locali e freschezza.
A Torino, lo chef Stefano Sforza di Opera propone Fregola sarda, seppia, bacche di mirto, con pasta di semola mantecata con emulsione di seppia, crema e cialda di nero, completata da tartare con olio, sale e salicornia.
Nel locale Soul Kitchen, Luca Andrè valorizza la cucina vegetale piemontese con il suo Cappuccino di asparagi, un antipasto che unisce brunoise di asparagi di Santena, parmentier di asparagi, aria al tartufo nero estivo, polvere di tè matcha e tartufo nero grattugiato.
Il lievitista Massimiliano Prete di Sestogusto celebra la pizza con la Margherita Extravergine, preparata con grano evolutivo e condita con pomodorino del Vesuvio, ricotta di capra del Caseificio Valvaraita e pesto di basilico e pistacchio.
A Castellazzo Bormida (AL), Giacomo Boidi di Giraudi reinterpreta il Gianduiotto in quattro versioni: Classico, Fondente, Pistacchio e 4.3, contenente il 43% di Nocciole Tonde Gentili Trilobate di Langa.
Lombardia, Veneto e Toscana: l’arte del gusto
In Lombardia, lo chef Maurizio Bufi del ristorante Il Fagiano di Gardone Riviera (BS) trasforma la cartellata pugliese in una versione salata: Cartellata di luccio, patata affumicata, capperi e olive, con pasta fresca al posto dell’impasto dolce.
A Golferenzo (PV), La Corte del Borgo dei Gatti presenta il celebre Vitello tonnato, realizzato con magatello di vitello italiano cotto sottovuoto e salsa tonnata all’antica a base di tonno, uova sode, capperi, acciughe di Sciacca e aceto.
A Milano, lo chef Giacomo Matera del ristorante Rodrigo celebra la tradizione emiliana con la sua Cotoletta Petroniana, che unisce Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano, servita con pasta fresca tirata dalle sfogline.
Scendendo a Verona, lo chef Giacomo Sacchetto del ristorante Iris propone Bottoni di lenticchie con brodo speziato di gallina Grisa, cavolo nero croccante e peperone crusco in polvere, omaggio alla tradizione delle paste ripiene.
In Toscana, lo chef Alessandro Rossi del Gabbiano 3.0 di Marina di Grosseto (GR) firma il Tortello maremmano, con spinaci e ricotta, tuorlo cotto a bassa temperatura, fonduta di pecorino Riserva del Fondatore e besciamella essiccata.
Sempre in Toscana, a Colle di Val d’Elsa (SI), Alessandro Neri del ristorante Barbagianni reinterpreta la “merenda” contadina con Pane e pomodoro, pesca, mortadella di Prato, servita su bruschetta tostata imbevuta in acqua di pomodoro aromatizzata al basilico, con polpa caramellata, terrina di mortadella, pesca all’alchermes e foglie di verbena.
Lazio e Campania: dolcezza e Mediterraneo
A Frascati (RM), lo chef Luca Ludovici di ConTatto trasforma l’insalata in dessert con Arancia, finocchi, olio e olive: un dolce composto da cake all’olio, finocchi canditi, crema pasticcera, crema inglese e olio extravergine d’oliva.
A Napoli, Marco Ambrosino di Sustanza propone la Calamarata con quattro salse: pomodoro di mare, salmoriglio di erbe mediterranee bruciate, maionese al dragoncello e composta di arance e olive, raccontando l’incontro tra tradizione italiana e Mediterraneo.
Infine, in Campania, a San Marzano sul Sarno, il maestro pasticcere Vincenzo Faiella, membro dell’Accademia Maestri del Lievito Madre, prepara il suo celebre Panettone classico, realizzato con lievito madre, lavorato per ore fino ad ottenere una struttura soffice, aromatica e con alveolatura perfetta, simbolo di eccellenza artigianale italiana.
A cura della redazione
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