giovedì 28 Maggio 2026

Trovato il tesoro della droga di Matteo Messina Denaro: oltre 200 milioni tra la Spagna e le Isole Cayman

Le indagini sono partite da una richiesta della polizia giudiziaria di Madrid e hanno portato alla luce conti, beni e disponibilità finanziarie in diversi Paesi europei e alle isole Cayman. Tre sono finiti in manette per uso di denaro di provenienza illecita

Da Laura Laurenzi
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Un’operazione internazionale coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e condotta dalla Guardia di Finanza ha permesso di scoprire nascosto in vari Paesi del mondo il tesoro della droga del boss Matteo Messina Denaro, catturato il 16 gennaio 2023 e morto lo stesso anno. Gli inquirenti hanno individuato beni, società e disponibilità finanziarie del valore di oltre 200 milioni di euro. Un patrimonio che sarebbe stato costruito tramite denaro di provenienza illecita e per cui sono state arrestate tre persone.

I Paesi interessati sono stati Italia, Andorra, Gibilterra, le Isole Cayman, Lussemburgo, Svizzera, Libano, Principato di Monaco e Spagna. Secondo l’accusa, questi beni sarebbero entrati in possesso di Messina Denaro attraverso l’utilizzo di società off-shore e di capitali derivanti da attività di narcotraffico condotte sotto l’egida di Cosa Nostra Trapanese e dello stesso Matteo Messina Denaro.

I beni sequestrati a Messina Denaro

Le indagini hanno permesso di comprendere come i soldi ottenuti in 40 anni di azioni illecite siano stati reinseriti nel circuito dell’economia legale e siano oggi disseminati in una vasta moltitudine di strumenti finanziari, di partecipazioni azionarie, rapporti bancari e altri veicoli di schermatura. Gli inquirenti hanno individuato per ora 8 società estere, di cui 5 in Spagna, due a Gibilterra e una alle Cayman.

Scoperti anche numerosi rapporti bancari e portafogli titoli dal valore di 12,5 milioni di euro e la detenzione di quote di partecipazione di rilevantissimo valore nell’azionariato di un istituto di credito libanese. In più, sono stati sequestrati 22 immobili di pregio tra Marbella, Benahavis e Puerto Banu’s, in Spagna.

L’origine delle indagini e gli arresti

I tre arrestati nell’ambito delle indagini sono un commerciante ritenuto un esperto nel traffico internazionale di stupefacenti, la ex moglie e il figlio, tutte e tre originari di Campobello di Mazara, dove si trovano gli ultimi covi del boss. Secondo l’accusa, tutti e tre gestivano gli ingenti capitali della cosca guidata da Matteo Messina Denaro. L’indagine è scattata a seguito di una segnalazione giunta da Madrid, dove un ufficiale di collegamento della polizia giudiziaria aveva chiesto spiegazioni sulle disponibilità della donna nei conti correnti di Andorra.

Gli accertamenti che hanno fatto seguito alla richiesta hanno permesso di scoprire che questa era stata sposata con un uomo arrestato più volte per narcotraffico e con legami con Cosa Nostra. Le indagini sono state indirizzate sull’origine delle ricchezze dei due, permettendo di scoprirne la gestione illecita.

Sulla questione si è espressa la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, secondo cui l’operazione segna “un risultato di straordinaria importanza nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa” e costituisce un segnale della presenza dello Stato nella lotta contro ogni forma di criminalità organizzata. Soddisfatto anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha ricordato come “la lotta alla mafia non conosca pause” e come “l’esito odierno ne rappresenti una concreta e importante conferma”.

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