giovedì 16 Luglio 2026
campo largo

La destra forza i tempi sulla legge elettorale. L’opposizione pronta allo scontro

La commissione Affari costituzionali alla Camera aprirà le audizioni mercoledì 3 giugno. Salvini: "Serve una legge che permetta a chi vince le elezioni di governare cinque anni senza inciuci"

Di Maria Vittoria Ciocci
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Mercoledì 3 la commissione Affari costituzionali alla Camera aprirà le audizioni sul testo della nuova legge elettorale. “Serve una legge che permetta a chi vince le , chiunque sia, di governare cinque anni senza inciuci”, afferma il vicepremier Matteo . Il centrodestra è determinato a procedere compatto contro il fronte progressista che, al contrario, ha già confermato più volte l’intenzione di fare muro. L’obiettivo della però è chiaro: ottenere l’approvazione prima dell’autunno.

Dai “problemi di costituzionalità” alla “fretta sospetta” – ambiguità che evidenzia il deputato Pd Federico Fornaro –, sono diversi i che non convincono il . Il leader pentastellato Giuseppe Conte, ad esempio, ha dichiarato assertivo: “È mal impostata e andando a modificare singoli aspetti non cambia il risultato “. Nei prossimi giorni i partiti di opposizione si incontreranno per decidere la linea e fonti parlamentari sostengono che i rispettivi segretari non abbiano mai interrotto i contatti.

Non si ferma però il pressing da parte del centrodestra. Una legge elettorale approvata in estate e la possibilità di procedere con le , infatti, consentirebbero alla coalizione di presentarsi alle urne con un vantaggio. Il fronte progressista potrebbe trovarsi in difficoltà, tanto per la scelta del candidato premier, quanto per l’assenza – per ora – di un condiviso.

Il testo

Soglia del 42% per l’accesso al premio di maggioranza, tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori, insieme all’eliminazione dei ballottaggi – se nessuno conquista la soglia minima –, oltre alla condizione necessaria affinché la coalizione vincente possa ottenere il premio: risultato omogeneo in entrambi i rami del Parlamento. È il testo bis che porta la firma del deputato Galeazzo Bignami (FdI). Prevede che alla Camera “i seggi” siano “ripartiti tra le liste e le coalizioni di liste con metodo proporzionale”, con “l’eventuale attribuzione di un premio di governabilità pari a 70 seggi complessivi da assegnare”.

Questo, in “favore della coalizione o della singola che abbia ottenuto il maggior numero di voti validi a livello nazionale in entrambe le Camere e che abbia conseguito almeno il 42% di voti validi in ciascuna di esse”. Stesso discorso si applica in Senato, dove però il premio corrisponde a “35 seggi complessivi”. Qualora non si raggiunga la soglia minima oppure la si raggiunga solo in una delle due Camere, per assegnare i seggi verrà utilizzato il sistema proporzionale.

Infine, il testo rende impossibile per il campo largo posticipare l’indicazione del candidato premier a dopo le elezioni, in quanto la mancanza di un nome condiviso implica l’inammissibilità alle liste. L’approvazione delle legge elettorale, così come è posta, potrebbe mettere il fronte progressista con le spalle al muro e costringerlo ad accelerare la costruzione delle fondamenta dell’intera coalizione.

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