Il 66% degli italiani ha espresso un giudizio negativo sul Governo Meloni. È il risultato della rilevazione dell’istituto Emg per il Tg3, il quale evidenzia peraltro che solo l’8% ripone tutt’oggi «molta» fiducia nella presidente del Consiglio, mentre il 43% ha indicato «per nulla» e il 23% «poca». Non si tratta di un caso isolato, ma di un trend che indica una crepa tra gli italiani e l’esecutivo insediato a Palazzo Chigi. Dagli ultimi sondaggi infatti i giudizi negativi si fermavano a quota 55%, cifra che è cresciuta di oltre dieci punti percentuali in una sola settimana.
Emg fa poi un salto in avanti, con le proiezioni di voto. Il centrosinistra si attesta al 43,9%, crescendo di +0,2% punti. In particolare, il Pd rimane fermo al 21%, il M5S al 12,8% e Avs al 6,0%. Tra i centristi, Italia viva-Casa Riformista raggiunge il 2,5%, mentre +Europa si ferma al 1,6%. C’è poi Azione al 2,5% e il Partito liberaldemocratico all’1,8%. Ma la presenza o meno di Azione, e quindi del segretario Carlo Calenda, nella coalizione progressista in vista delle elezioni del 2027 è tutta da vedere.
Passando ai partiti di maggioranza, FdI non si è più ripreso dal referendum sulla Giustizia. Prima sfiorava la soglia del 30%, ora rimane impantanato nel 25% delle preferenze. Recupera invece un po’ di terreno la Lega, che si attesta al 7,4%. FI conquista l’8,8%, mentre Noi Moderati si ferma all’1,6%. Per quanto riguarda invece Fn, il partito guidato da Roberto Vannacci cresce ancora al 6,7%. Ma queste – ribadiamo – sono le proiezioni di voto, attualmente i sondaggi Supermedia Agi/YouTrend confermano invece il sorpasso dei vannacciani sul Carroccio (il 6% contro il 5,8%). La Lega si trascina così dietro l’intera coalizione, rendendo ancor più evidente il distacco con il campo largo
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