La Rai ha deciso di mettere in vendita il Teatro delle Vittorie, struttura in via di Col di Lana di Roma, che ha ospitato alcune delle trasmissioni e dei volti storici della Rai, da Pippo Baudo a Raffaella Carrà. Questa scelta ha dato il via a numerose proteste, a partire da Fiorello a Fabrizio Biggio, al capo di Vigilanza Rai, Barbara Floridia.
La versione della Rai: “Costi eccessivi e obsolescenza”
La vendita rientrerebbe in un più ampio piano immobiliare volto alla trasformazione della Rai in una Digital Media Company. Secondo l’azienda, la struttura ha costi di gestione non più sostenibili. E per modernizzare la Rai, occorre sacrificare i vecchi spazi fisici a favore di nuove tecnologie e nuovi investimenti.
Fiorello: “Un crimine contro lo spettacolo”
Fiorello, volto storico Rai, ha scelto di intervenire spinto dall’appello di Renzo Arbore e insieme a Fabrizio Biggio, si è presentato davanti all’ingresso dello storico teatro con due cartelli: “Questo Teatro non si dovrebbe vendere” e “Questo Teatro non è in vendita!”.
Per il comico e showman, la decisione della Rai non è una semplice operazione immobiliare, ma un vero e proprio “crimine” contro l’identità culturale del Paese. La protesta è poi proseguita ai microfoni di Radio2, portando il tema al centro del dibattito pubblico.
L’attacco di Barbara Floridia: “Serve la politica”
Sulla questione è intervenuta con durezza anche Barbara Floridia, presidente della Commissione di Vigilanza Rai.“Ha ragione Fiorello, che si dimostra molto più serio e lungimirante di chi amministra la Rai. Il Teatro delle Vittorie non può essere dismesso’‘, augurandosi che se il servizio pubblico non sa difendere i suoi simboli, siano la politica e la società civile a riuscirci.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
