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lunedì 27 Aprile, 2026
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Nasce il Festival del Teatro di Poesia, la parola torna in scena

Da La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Ritornare alle origini della letteratura e della poesia, quando i versi venivano cantati dagli aedi nell’agorà dell’antica Grecia. Ma anche difendere e rispettare poesia e teatro, “due arti distinte che si incontrano”, in un’epoca in cui “si tenta di performatizzare tutto”, spesso con “capacità piuttosto basse”. Nasce da questi presupposti il primo Festival Nazionale del Teatro di Poesia, ideato dal poeta Davide Rondoni e dal compianto David Riondino, sostenuto dal Centro per il Libro e la Lettura e promosso dall’Associazione Culturale Donnafugata 2000 del Teatro omonimo di Ragusa. Un progetto che punta a riportare la parola poetica al centro della vita pubblica e dei principali teatri italiani. La prima edizione, intitolata “Le Stagioni della Poesia”, partirà dal Vive di Palazzo Venezia il 29 maggio con lo spettacolo ‘Maddalena c’est moi’ di Davide Rondoni, interpretato da Iaia Forte con le musiche dal vivo di Danilo Rossi.
 

“Se si legge sempre di meno, se i giovani non leggono più quotidiani, riviste o narrativa, hanno però ricominciato ad appassionarsi alla poesia, magari in forma digitale, in un modo inedito per il passato”, ha spiegato Luciano Lanna, direttore del Centro per il Libro e la Lettura, durante la presentazione del Festival. “La letteratura nasce in Occidente, nella Grecia del V secolo. Nell’agorà c’erano politica, mercato e l’invenzione del teatro. E il teatro, all’inizio, era quello degli aedi: si rappresentava la poesia, il verso. I primi poemi dell’Occidente erano orali, raccontati e cantati. Dobbiamo recuperare questa forza, uscire dall’idea della promozione della lettura fatta solo quantitativamente attraverso la vendita di libri. Dobbiamo tornare alle domande che hanno fondato la nostra cultura, al bisogno esistenziale di leggere e ascoltare. E la poesia serve proprio a questo”. Il Festival attraverserà l’Italia da Nord a Sud: Roma, L’Aquila, Milano, Matera, Ragusa, con un calendario 2026 che presenterà produzioni originali in cui parola e musica dialogano. A Roma, oltre allo spettacolo inaugurale del 29 maggio, il 5 giugno andrà in scena ‘Cantami qualcosa pari alla vita’, scritto e interpretato da Davide Rondoni con Federica Stagni e Virgilio Volante, dedicato al rapporto tra poesia e paesaggio nell’architettura contemporanea. “Il complesso museale del Vive – ha sottolineato Edith Gabrielli – si apre a tutte le discipline e alle loro contaminazioni, una scelta che affonda nella storia stessa dei nostri spazi. Favoriamo interazioni pensate su misura per il nostro pubblico, che partano dal patrimonio che custodiamo”. Il Festival approderà poi a L’Aquila, all’interno della rassegna Cantieri dell’Immaginario, con due spettacoli prodotti dal Teatro Stabile d’Abruzzo: il 14 luglio Il Coro delle Poetesse, dei Giullari e delle Sibille e il 23 luglio Maddalena c’est moi. “Il 17 aprile è stato riconsegnato alla città il Teatro San Filippo, restaurato anche grazie ai fondi raccolti con la canzone ‘Domani’. Quest’estate ospiterà anche il Festival del Teatro di Poesia”, ha anticipato Miska Ruggeri, presidente del Tsa. A Milano, il 4 settembre, Maddalena c’est moi sarà in scena al Teatro degli Angeli. A Matera, a settembre, il Festival Fantastico Medioevo ospiterà Il Coro delle Poetesse, dei Giullari e delle Sibille. La chiusura sarà in Sicilia, il 23 ottobre, al Teatro Donnafugata di Ragusa, con Maddalena c’est moi. 

L’obiettivo dell’iniziativa, ha ribadito Davide Rondoni, è proteggere la dignità della poesia e del teatro: “Sono due arti distinte che si incontrano. In quest’epoca in cui si tenta di performatizzare tutto, spesso con capacità performative piuttosto basse, il rischio è che poesia e teatro diventino luoghi in cui l’arte non viene rispettata. Lo dico senza polemica, ma va detto. Quanto teatro oggi è occupato da giornalisti, sedicenti scrittori, one‑man show televisivi? Spettacoli che magari non fanno neanche troppo male, ma non sono teatro”. “Questo Festival – ha aggiunto Vicky Di Quattro, presidente dell’Associazione Donnafugata – nasce da un’idea semplice e radicale: riportare la poesia alla sua funzione pubblica, restituire alla voce uno spazio condiviso. Se è vero che la lettura nasce poeticamente, è altrettanto vero che il teatro è l’habitat naturale della poesia, il luogo dove le parole assumono senso, relazione e responsabilità”. 

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