C’è una rotta strategica che unisce Mosca a Teheran. Si tratta del Mar Caspio, un bacino grande più della Germania, che è diventato una vera e propria via segreta che gli Stati Uniti e le potenze occidentali non possono controllare né bloccare. Se infatti a Hormuz Trump può minacciare l’uso di portaerei e l’invio di forze speciali, in questo caso ha le mani legate.
I carichi fantasma
Le navi cargo viaggiano spesso con i sistemi di tracciamento spenti per trasportare merci protette da sanzioni, in particolare componenti e pezzi per i droni. La geografia in questo caso aiuta Mosca, infatti l’unico collegamento con gli oceani passa attraverso il fiume Volga e una serie di canali controllati interamente dalla Russia. Inoltre, grazie a un accordo del 2018, l’accesso al Caspio è vietato a qualsiasi nave da guerra straniera.
L’unica a contrastare questo corridoio è l’Ucraina, che tiene l’area sotto stretta osservazione. Negli ultimi mesi, Kiev ha sferrato attacchi mirati sia contro le navi cariche di munizioni sia contro la base navale russa di Kaspiysk. Gli esperti spiegano che per l’Occidente è impossibile intervenire militarmente. L’unica soluzione per evitare che il Caspio si trasformi in uno scenario di guerra sarebbe quella di rafforzare, sia a livello diplomatico che tecnologico, paesi vicini come l’Azerbaigian e il Kazakistan, riducendo così il potere russo nella regione.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
