Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i protagonisti della vicenda della cosiddetta ‘famiglia del bosco’, incontreranno Ignazio La Russa mercoledì 25 marzo. Due giorni dopo il Referendum. “La sinistra è impaurita di vedere questo tema portato all’attenzione generale”, ha detto il presidente del Senato, che ha recriminato ai “giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila” di aver “inventato il reato di speranza”, ossia il voler contestare “a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé”.
Ignazio La Russa: “Legittimo criticare i giudici”
Il presidente, nel suo intervento, ha aggiunto: “C’è qualcuno che si innervosisce appena si parla di una vicenda in cui si può lecitamente criticare un provvedimento giudiziario“. E vede nelle polemiche il tentativo di “strumentalizzare” quanto accaduto. È inconcepibile per La Russa la tendenza a “giustificare qualunque sentenza” in funzione del No al Referendum. “Ricorderò che, se ritengono che la cosa più importante sia riabbracciare e tenere i loro figli, dovranno andare in questa direzione” e “se ne facciano una ragione quelli di sinistra: non saranno le loro parole a impedirmi di incontrarli” – ha concluso.
Si dimentica però di ricoprire una carica istituzionale e che l’organizzazione di un incontro a Palazzo Madama con la ‘famiglia del bosco’ si traduce, di conseguenza, nell’ennesimo scontro tra poteri. Governo e magistratura. Dall’inizio della vicenda, la maggioranza è entrata spesso nel merito dei provvedimenti applicati dai giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila, criticando anche l’operato degli assistenti sociali che hanno richiesto l’allontanamento dei bambini dal casolare.
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