Le aziende russe stanno valutando di reindirizzare parte delle forniture di gas naturale liquefatto dall’Europa verso Cina, India, Filippine e Tailandia. Lo scoppio della guerra con l’Ucraina infatti ha ridotto ma non totalmente eliminato la quantità di gas russo importato in Europa, passando dai 150 miliardi di m³ nel 2021 ai 40,9 miliardi di m³ nel 2025.
Lo ha dichiarato il vice primo ministro Alexander Novak, a pochi giorni dall’input diretto di Putin, che il 4 marzo aveva incaricato il governo di studiare la questione. Una mossa che complica ulteriormente un mercato energetico già sotto pressione per le tensioni in Medio Oriente.
Il possibile provvedimento russo si inserirebbe in un contesto di mercato già molto complicato. Il WTI (il greggio di riferimento americano) supera i 90 dollari al barile, il Brent (il benchmark europeo) si attesta a 93,72 dollari. I mercati pagano l’avvertimento del Qatar, secondo cui il conflitto in Iran potrebbe costringere i paesi del Golfo a interrompere le esportazioni di energia entro poche settimane.
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