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C‘è un paradosso che accompagna la stagione della Lazio. Da una parte una squadra assoluta protagonista dell’attuale campionato di Serie A, capace di sorprendere tutti e di essere da sola in vetta con 25 punti dopo dieci partite, grazie al lavoro di Rino Gattuso, e dall’altra, un rapporto con una parte della tifoseria, quella più organizzata, che continua a vivere momenti di profonda freddezza, almeno allo stadio, al punto che anche le iniziative pensate dalla società per riportare pubblico all’Olimpico vengono accolte con diffidenza anche se cominciano ad arrivare i primi riscontri positivi con la tifoseria che vive un grande logorio interiore tra la volontà di far sentire il proprio supporto alla squadra e il continuare la protesta.
L’ultima dimostrazione è arrivata dopo il lancio dei nuovi pacchetti promozionali messi in vendita dal club a partire dal 30 ottobre. La Lazio ha deciso di proporre ai propri sostenitori una formula agevolata che comprende tre partite casalinghe particolarmente significative: Lecce, Atalanta e soprattutto il derby del 13 dicembre contro la Roma. Un’occasione studiata per incentivare il ritorno sugli spalti e riempire l’Olimpico in una fase della stagione che potrebbe rivelarsi decisiva. La risposta del tifo organizzato, però, è stata dura, con una presa di posizione dei gruppi della Nord che hanno respinto l’iniziativa della società, accusandola di voler trasformare la passione in una semplice operazione commerciale. “Non ci facciamo comprare con queste offerte da discount perché l’amore per la nostra Lazio non è un prodotto da scaffale”, il messaggio che ha fotografato tutto il malessere accumulato negli ultimi anni. Anche se un minimo di apertura nel voler seguire la squadra c’è quando si afferma “decideremo noi quando entrare e a quali partite presenziare e oltre al derby, se vogliamo regalarci una domenica di lazialità a casa nostra”.
Una reazione che evidenzia come la frattura tra una parte della tifoseria e la proprietà resti profonda nonostante i successi sportivi. Eppure il club biancoceleste continua a moltiplicare gli sforzi per cercare di ricostruire un dialogo con il proprio pubblico. La scelta di inserire il derby all’interno del pacchetto promozionale rappresenta proprio il tentativo di offrire un incentivo concreto ai sostenitori, garantendo la possibilità di assistere a una delle partite più attese della stagione a condizioni economiche vantaggiose. I prezzi stabiliti dalla società sono stati calibrati per intercettare un’ampia fascia di tifosi: dai 79 euro per curva e distinti, fino ai settori più prestigiosi della Tevere e della Monte Mario, con ulteriori riduzioni dedicate agli under 16. Un segnale della volontà di favorire la partecipazione delle famiglie e delle nuove generazioni, elementi fondamentali per costruire il futuro del tifo laziale.
Nel calendario dei tifosi, intanto, restano cerchiate in rosso due date simboliche. La prima è quella del 13 dicembre, quando il derby contro la Roma vedrà il ritorno della Curva Nord sugli spalti dell’Olimpico. La seconda è il 22 dicembre, giorno della trasferta di San Siro per la Supercoppa, appuntamento che mobiliterà migliaia di sostenitori biancocelesti. In questo scenario emerge tutta la particolarità del momento laziale. La squadra vola, vince e convince, regalando ai tifosi una classifica da sogno. L’ambiente, però, continua a essere attraversato da tensioni che vanno oltre il campo e che rendono difficile trasformare gli straordinari risultati sportivi in una ritrovata unità d’intenti.
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