Il tycoon ha trovato un altro bersaglio per il suo mirino: Papa Leone XIV. In un lungo post su Truth, il presidente Usa si rivolge a Prevost e sentenzia: “È stato scelto dalla Chiesa solo perché era americano e pensavano fosse il modo migliore per gestire il presidente Donald Trump”. E aggiunge: “Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”. Ma il leader dei repubblicani non si ferma qui.
Trump, infatti, ha elencato una serie di ammonimenti. Oltre a sostenere che Leone XIV difenda il programma nucleare della Repubblica Islamica, critica la sua posizione sull’attacco in Venezuela, “che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e, ancora peggio, svuotando le sue prigioni, inclusi assassini, spacciatori e criminali nel nostro Paese”.
Dice di preferire il fratello Louis, che definisce “totalmente Maga” e spiega che il Papa non dovrebbe attaccarlo, in quanto sta facendo esattamente quello per cui è stato eletto, ossia “portare la criminalità a livelli record minimi e creare il più grande mercato azionario della storia”.
Il tycoon conclude con una riflessione: “Leone dovrebbe darsi una regolata come Papa, usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!”.
È la risposta ai numerosi appelli di Leone XIV al cessate il fuoco in tutto il mondo. Nelle ultime settimane, soprattutto di fronte all’escalation in Medio Oriente e all’invasività dei fanatismi religiosi, Prevost ha chiesto a “coloro che hanno il potere di scatenare le guerre” di “scegliere la pace”. Concetto ribadito la scorsa settimana, durante un incontro in Vaticano con il Sinodo della Chiesa di Baghdad dei Caldei, quando ha affermato: “Dio non benedice alcun conflitto”.
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