googlef35cdb6cf8e7c110-1.html
sabato 18 Aprile, 2026
Logo La Sintesi

L’Europa finisce il cherosene: voli a rischio già da metà maggio

Le scorte strategiche di carburante sono ai minimi storici a causa del blocco sullo Stretto di Hormuz. Mentre Bruxelles mantiene il massimo riserbo, negli aeroporti è già iniziato il razionamento silenzioso delle forniture

Da Silvia Forconi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

La crisi energetica che sta colpendo il trasporto aereo europeo è molto più profonda di quanto il Governo abbiano ammesso finora. Secondo indiscrezioni comunitarie apprese dal Corriere, le scorte attuali di carburante per aerei potrebbero esaurirsi definitivamente già prima dell’inizio dell’estate. Una volta consumati gli ultimi carichi arrivati dal Golfo Persico, le riserve strategiche europee rischiano di non essere sufficienti a garantire la regolare attività dei voli. Solo due Paesi avrebbero a disposizione cherosene d’emergenza per coprire 90 giorni, la maggior parte degli Stati membri non supererebbe una crisi superiore a 30 giorni. Altri avrebbero a disposizione appena 8-10 giorni di autonomia prima di restare a secco.

Il silenzio di Bruxelles

A Bruxelles, il riserbo ufficiale è massimo, data la delicatezza della situazione. L’unica speranza è che la tregua tra Stati Uniti e Iran perduri, consentendo alle navi di riprendere il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. In pochi giorni, la carenza di cherosene è diventato un rischio concreto. Alcuni aeroporti europei, inclusi diversi scali italiani, hanno già iniziato a registrare carenze nelle quantità disponibili. Probabilmente onde evitare il panico, molte compagnie stanno optando per un razionamento silenzioso, limitando i carichi e dando priorità agli aerei di linea rispetto ai privati.

Il problema è che l’Europa compra quasi la metà del suo cherosene dal Medio Oriente. Con le petroliere bloccate proprio all’inizio della stagione dei viaggi, la situazione è molto difficile da sbloccare. Le nostre raffinerie stanno già producendo tutto quello che possono e non riescono a fare di più. Se i flussi non dovessero riprendersi subito, dopo aver dato fondo alle scorte d’emergenza scatteranno misure più drastiche, come il taglio dei voli o lo stop ai rifornimenti negli aeroporti dei Paesi più esposti, in particolare quelli dell’Est Europa.

La situazione in Italia e i dubbi sull’estate

Per quanto riguarda l’Italia, le riserve garantirebbero un’autonomia compresa tra 30 e 60 giorni. Sebbene la continuità dei voli sembri assicurata fino alla fine di maggio, la prospettiva per i mesi successivi resta nell’incertezza, aggravata dall’assenza di una strategia europea chiara sulla ripartizione del carburante. Anche nell’ipotesi di una riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, la situazione difficilmente tornerebbe alla normalità in tempi brevi.

Tra l’aumento dei costi assicurativi e i tempi tecnici di navigazione, le petroliere più grandi potrebbero impiegare fino a due mesi per raggiungere i porti europei. In questo contesto, l’unica alternativa rimane il mercato statunitense, un’opzione che comporterebbe però prezzi altissimi e altre questioni tutte da definire.

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook

Instagram 

X

TikTok 

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata