L’esecutivo Meloni si è svegliato in subbuglio. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha tentato di correre ai ripari dicendosi “dispiaciuto” per le parole usate da Bartolozzi ed è tornato a sostenere che “la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura, né attacca i magistrati”. Eppure, il governo è stato screditato dall’interno e nessuna smentita o chiarimento possono cancellare le parole della capo di gabinetto del Guardasigilli.
La stessa Meloni si sarebbe infuriata per le parole della capo di gabinetto, che ha colpito dall’interno lo stesso governo di cui fa parte. Il tutto nello stesso giorno in cui è stato pubblicato il video-propaganda con cui la premier ha spiegato le ragioni del Sì al referendum. Oggi, quindi, è intervenuto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha riconosciuto pubblicamente come la frase di Bartolazzi sia stata “infelice”.
Giusi Bartolozzi ha smascherato in diretta televisiva il reale intento della riforma della Giustizia. “Votate sì e ci togliamo di mezzo i magistrati che sono un plotone di esecuzione“, è la frase urlata durante la trasmissione Il Punto sull’emittente siciliana Telecolor che in poco tempo ha sconvolto governo e opposizioni.
Uno sfogo che ha dimostrato come l’interno della riforma sia quello di assoggettare i pm alla politica, indebolendo i loro poteri. Il tutto, a poche ore di distanza dal video di Giorgia Meloni che, in 13 minuti, elude le domande dei cittadini e si cimenta in una trita propaganda pro-riforma.
Le reazioni del centrosinistra
Il centrosinistra sfrutta subito l’assist e condivide su social e pagine ufficiali un video dal valore inestimabile per la campagna del No. “La premier ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Bartolozzi ha ammesso in pochi secondi”, è la critica del leader del M5S, Giuseppe Conte, seguita da quelle di altri esponenti delle opposizioni. “C’è chi sta usando il referendum come una clava per imporre il dominio della politica sull’autonomia della magistratura”, ha evidenziato Angelo Bonelli di Avs, mentre Riccardo Magi di +Europa ha rivolto una domanda al governo: “Siete ancora sicuri che siano i magistrati a impedirvi di governare?”.
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