lunedì 15 Giugno 2026
Mattarella

Mattarella e lo smartphone blindato nella Faraday bag

Una foto mostra come vengono isolati i telefoni delle alte cariche dello Stato durante il Consiglio supremo di Difesa

Da Redazione
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Un piccolo dettaglio racconta molto sul modo in cui oggi si protegge la sicurezza delle istituzioni. Nelle dell’ultima riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta da Sergio , sul tavolo spiccano custodie scure accanto a dossier e . Prima dell’inizio, le principali autorità e militari vi ripongono i propri . Non è solo formalità: è una misura pensata per isolare i telefoni da qualsiasi rete e impedire ogni possibile compromissione.

Quelle custodie sono le , progettate per bloccare i segnali radio. Inserito all’interno, lo smartphone non si collega a rete cellulare, Wi-, Bluetooth o GPS. Dal punto di vista delle comunicazioni diventa invisibile. Il principio fisico che le rende efficaci è noto come gabbia di Faraday: un involucro in materiali conduttivi che distribuisce le cariche sulla superficie e blocca i elettromagnetici. Michael Faraday dimostrò nel XIX secolo che un contenitore metallico schermava tutto ciò che era all’interno dai campi elettrici ed elettromagnetici.

Schermare gli smartphone è necessario perché questi dispositivi non sono solo telefoni, ma computer portatili con sensori, microfoni, e memorizzati. In un ambiente strategico, ogni connessione può diventare vulnerabile. Spegnere il telefono non basta: alcune componenti restano operative anche a schermo spento, esponendo il dispositivo a tentativi di accesso remoto o tracciamento. Le Faraday bag eliminano questo rischio, rendendo lo smartphone completamente invisibile alle reti e proteggendo così le informazioni più delicate dello Stato.

Leggi anche: https://lasintesi.online/laurea-honoris-causa-a-mattarella-oggi-ce-pretesa-di-agire-al-di-fuori-regole/

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata