giovedì 13 Agosto 2026
Giorgia Meloni

Meloni accelera sulla legge elettorale: tagliola sugli emendamenti, al via la maratona sul voto

La maggioranza non esclude di portare il testo in Aula senza mandato del relatore per garantire l'ok definitivo entro l'estate. Schlein: "Incredibile che la loro priorità sia questa riforma e non la sanità o gli stipendi"

Di Laura Laurenzi
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Il governo accelera ancora sulla riforma della elettorale per portare il cosiddetto “Melonellum” in Aula il 26 e ottenere il via libera definitivo del Parlamento entro l’estate. Si è conclusa oggi l’analisi degli , sottoposti a una vera e propria tagliola. Inizialmente gli uffici di Montecitorio li avevano ridotti da 771 a 731, mentre il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, ha informato i deputati che andranno in discussione solo 479 emendamenti.

Le altre proposte di modifica sono state definite “inammissibili” oppure dal “contenuto meramente formale”. Ad oggi, il passaggio più discusso resta quello delle preferenze sul nome del premier. La ha presentato solo 4 emendamenti, con l’intenzione di discutere questa possibilità direttamente alla Camera con il voto segreto. Una scelta che dovrebbe portare all’annullamento della proposta, viste le spaccature presenti anche all’interno della maggioranza. FdI e Noi sono a favore, mentre FI e Lega sono contrari.

Lo sprint del governo contro il muro dell’opposizione

I lavori potrebbero svolgersi anche nel weekend per garantire che il testo approdi in Aula il prossimo 26 giugno, ma non si esclude che il governo possa decidere di portare il testo in Aula senza il mandato del relatore, rendendo di inutile il lavoro svolto in commissione.

Di fronte a questo sprint senza freni, l’opposizione non abbassa di un millimetro il muro alzato contro questa nuova legge. Sin dalla presentazione del primo testo, il campo progressista ha definito inaccettabile la proposta del centrodestra e ha chiesto l’apertura di un tavolo per trovare una soluzione che accontentasse entrambi gli schieramenti. Un’apertura che non è stata accolta dalla maggioranza, che ha preferito proseguire per la sua strada, nonostante i timori di incostituzionalità di alcuni passaggi della riforma.

Schlein: “Incredibile che la priorità del governo sia la legge elettorale”

“In un Paese in cui ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi, e gli stipendi sono tra i più bassi d’Europa, è incredibile che la priorità di questo governo sia quella di preservare il proprio potere”, ha criticato la segretaria del Pd, Elly Schlein. Secondo il campo progressista, infatti, il governo ha proposto questa legge con il solo obiettivo di garantirsi la vittoria alle prossime elezioni.

Riccardo Magi è laconico quando definisce questa proposta una “schifezza”, mentre Alessandro Onorato, fondatore di Civico Italia, ha annunciato di voler protestare davanti al Parlamento quando la discussione sulla proposta entrerà nel vivo. Durissima anche la critica di Carlo Calenda, leader di Azione, secondo cui la legge elettorale spingerà le coalizioni ad aprire ad alleanze con i partiti estremisti, compreso Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, definito “un pericolo per la sicurezza nazionale”.

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