domenica 13 Settembre 2026

Moda, Espr e recupero dell’invenduto: Snatt apre un reparto che ripara i capi resi

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Un capo recuperato vale più di un capo distrutto. Con l’entrata in vigore del Regolamento europeo Espr, che dal 19 luglio 2026 vieta alle grandi del tessile la distruzione dell’invenduto, la gestione dei resi e del recupero dei prodotti diventa un passaggio strategico per il settore.  

Il problema non è marginale: secondo l’Agenzia europea dell’ (EEA), in Europa il 4-9% dei prodotti tessili immessi sul viene distrutto prima dell’uso, con emissioni fino a 5,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalente l’anno. Con il nuovo regolamento, la distruzione viene ammessa solo dopo aver verificato che un capo non possa tornare a essere venduto, donato o riciclato, e soltanto se motivata e documentata; arrivano la tracciabilità degli invenduti e il passaporto digitale di prodotto. Per le medie imprese il slitta al 2030, ma i grandi marchi devono attrezzarsi adesso. 

Snatt ha risposto a questo cambiamento attivando un nuovo reparto dedicato al controllo qualità e al recupero dei capi. La logica è chiara: assorbire dentro la logistica un’attività che i brand affidano di solito a terzisti verticali, il controllo qualità e la sartoria di recupero, un progetto possible per un operatore logistico verticale sul fashion & lifestyle. Nei poli di Campegine e Castelnovo Sotto, nel Reggiano, vengono effettuati , riparazioni sartoriali, smacchiatura, stiro ripristino degli accessori, con un processo completamente tracciato grazie al sistema proprietario Logistica.Net, che documenta ogni in linea con i requisiti della normativa. L’obiettivo è permettere brand di recuperare valore dai resi, semplificando al stesso gli adempimenti richiesti dall’Espr. Un modello già operativo con un importante cliente internazionale – rileva Pambianco , quotidiano online su moda e lusso – e pensato per estendersi a nuove aziende e categorie merceologiche. 

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