Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è riuscito ad entrare in conflitto anche con il Vaticano. L’attacco social che ieri ha sferrato contro Papa Leone XIV e i suoi appelli di pace hanno creato un certo terremoto oltre Tevere. Dopo le pacate risposte della Chiesa, anche lo stesso Pontefice ha preso la parola. “Io non ho paura dell’amministrazione Trump”, ha esordito davanti ai giornalisti che lo stanno accompagnando nella sua missione apostolica in nord Africa.
“Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui“, ha continuato Papa Leone XIV, ribadendo che i suoi messaggi non cambieranno dopo le critiche del tycoon. “Io predico la pace a tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra”, ha specificato, chiarendo che l’unica soluzione ai conflitti è quella del multilateralismo e del dialogo tra Paesi.
“Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”, ha ripreso, lasciando intendere che questo ruolo spetti di fatto al leader della Chiesa cattolica. Robert Francis Prevost ha poi messo in luce che diversi capi di Stato, compreso Donald Trump, starebbero “abusando del messaggio del Vangelo”. Un comportamento a cui il Papa vuole opporsi con fermezza: “Il messaggio della Chiesa, il mio messaggio, è il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace”.
Il rapporto tra Papa Leone XIV e Donald Trump
A poco meno di un anno dall’inizio del suo pontificato, Papa Leone XIV continua a ribadire con decisione il suo messaggio di pace. Una parola che il pontefice ha inserito in ogni suo discorso, persino il primo subito dopo l’elezione. “La pace sia con voi”, aveva dichiarato dalla loggia papale davanti a una piazza San Pietro gremita di fedeli e curiosi quell’8 maggio 2025.
Un messaggio che si scontra direttamente con le azioni del suo concittadino. Se inizialmente si pensava che l’elezione di Prevost potesse rappresentare un’influenza Usa sulla Chiesa cattolica, questo primo anno di pontificato ha eliminato ogni dubbio in merito. Donald Trump, al culmine dell’esasperazione, non ha quindi esitato a rivendicare un ruolo nell’elezione di Prevost. “Se io non fossi alla Casa Bianca, tu non saresti a Roma”, ha scritto sul social Truth, attirandosi le critiche del Vaticano e di buona parte dei cattolici statunitensi. Una mossa che potrebbe avere gravi conseguenze sui suoi sondaggi, già indeboliti dalle conseguenze economiche che il conflitto in Iran sta causando negli Usa.
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