Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, è riuscito a dribblare le domande dei giornalisti sul caso Meloni-Sal Da Vinci. “Guardate, io sono Beethoviano…” ha risposto ironicamente ai giornalisti che lo hanno raggiunto in Transatlantico, a Montecitorio, per avere notizie sul possibile uso di “Per sempre sì” come colonna sonora della campagna per il Sì al Referendum della Giustizia.
Insomma, Nordio non segue la musica neomelodica e non sembra essere neanche un fan del Festival di Sanremo. Una coincidenza che gli ha permesso di non esprimersi sul caso scoppiato ieri dopo un’indiscrezione di La Repubblica. Sembra che la premier sia interessata ad agganciare il cantante partenopeo vincitore di Sanremo per avere maggiori consensi in vista del voto. Un’ipotesi per ora smentita anche dal diretto interessato e su cui il governo ha preferito non esprimersi.
Le voci, però, non si fermano. Nordio, invece, ha preferito lasciarsi andare ad una reminiscenza con Realpolitik: “Circa 50 anni fa, sempre durante il periodo del festival di Sanremo, era imminente il referendum sul divorzio e fu censurata una canzone di Gigliola Cinquetti perché suonava così: ‘All’amore ho detto sì‘. E poiché quel ‘sì’ sarebbe stato in un certo senso una persuasione occulta, hanno censurato la canzone”. L’affaire Sal Da Vinci avrebbe semplicemente riacceso nel ministro vecchi ricordi, forse necessari ad allontanare i pensieri dagli ultimi sondaggi sul referendum, che danno in vantaggio il No alla riforma.
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