Orazio Maurizio Musumeci è l’uomo diventato famoso per aver raggiunto la Presidente del consiglio Giorgia Meloni sul palco del teatro Parenti di Milano, durante l’evento sul referendum, e averle chiesto le dimissioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo abbiamo intervistato.
Come ha eluso la sicurezza?
E’ stato semplice, c’era molta confusione nella sala, nessuno mi ha controllato, la sicurezza non ha fatto il suo lavoro, per cui ho oltrepassato il filo di nylon nero da cui potevano passare solo le autorità. Ho salutato il ministro Nordio, mi sono presentato al Presidente La Russa, che non avevo mai visto, e ho atteso la Presidente del Consiglio sotto al palco.
Appena è comparsa mi sono presentato, non l’avevo mai vista prima.
Cosa ha detto a Meloni? Che libro aveva in mano?
Ho detto a Meloni che aspetto le dimissioni di Mattarella perchè ha attentato alla Costituzione e alla Democrazia, l’ho denunciato per favoreggiamento della negazione degli articoli 1, 36, 111 e 90. Ho portato alla Presidente Meloni il mio libro, intitolato il Tredicesimo Presidente. E’ un libro autobiografico, autopubblicato, che racconta la mia storia. Io dovrei essere il tredicesimo Presidente della Repubblica, ho le capacità e l’ho dimostrato.
Perchè lei dovrebbe essere Presidente della Repubblica, quale è la sua carriera politica?
Non sono un militante, non ho legami con nessun partito, per cui sarei l’uomo adatto a fare il Presidente della Repubblica. La prima esperienza risale al 2012. Dopo la caduta del Governo Berlusconi, nel 2011, ho presentato all’allora Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, il mio piano di stabilità e di uscita dalla crisi. Volevo dimostrargli di essere in grado fare il Presidente del Consiglio, invece quel ruolo toccò a Mario Monti.
Mi sono presentato in Quirinale, ho chiesto di vedere Napolitano ma i Carabinieri mi hanno preso, portato via e tenuto tutto il giorno in caserma. Ho denunciato anche Napolitano, per violazione dei diritti costituzionali, l’1, il 3 , e il 90 e ne ho chiesto la destituzione.
Nel 2015 mi sono proposto come candidato alla Presidenza della Repubblica, ma è stato scelto Mattarella, che ha ostacolato la mia crescita. Nessuno ha riconosciuto le mie competenze, ma io sono capace a fare tutto, mi hanno osteggiato.
Ci dice la sua storia?
Sono nato a Catania il 13 settembre del 1961, ho vissuto in Toscana e ora a Pavia. Ho iniziato a lavorare a 17 anni come elettricista, nel 1984 sono entrato in Enel come operaio, nel 1990 sono diventato impiegato semplice, poi specializzato. Ho acquisito diverse competenze, e ho puntato a diventare una figura apicale nell’azienda. Sono diventato amministratore non delegato, come risulto tuttora, mi hanno affidato diversi compiti di responsabilità, ho anche preparato un bilancio. L’azienda non mi ha riconosciuto nulla e da aprile 2005 non sono stato più pagato.
Ho presentato un esposto per favoreggiamento alla negazione del diritto alla crescita. Da quel momento ho studiato, ho imparato a fare tutto, per questo potrei diventare un ottimo presidente del Consiglio o della Repubblica, potrei fare tutto.
Cosa si auspica per il futuro?
Io voglio aiutare il popolo e mettere le mie competenze al suo servizio, voglio proteggere i diritti di tutti ed essere Presidente della Repubblica.
Se fossi Presidente della Repubblica preparerei un documento per fermare le guerre, indicherei al Governo delle strategie per migliorare la vita del popolo, come ad esempio un lavoro statale per tutti i nascituri, almeno all’inizio, che sia di formazione. Ci sto lavorando
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