È esplosa a Reggio Emilia una dura polemica politica intorno alle parole pronunciate dal consigliere comunale del Partito democratico Antonio Casella durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì 28 settembre. Nel corso del dibattito, il rappresentante dem ha fatto riferimento alla morte di Umberto Bossi, storico fondatore della Lega Nord, utilizzando un’espressione che ha immediatamente provocato la reazione del Carroccio. Il caso ha assunto rapidamente una dimensione politica più ampia, con esponenti della Lega che hanno chiesto a Casella di lasciare il proprio incarico e al Partito democratico di prendere pubblicamente le distanze dalle sue dichiarazioni.
Il riferimento a Bossi durante il dibattito in aula
La vicenda nasce durante la discussione di un ordine del giorno dedicato al tema degli studenti stranieri nelle scuole e alle questioni legate al decreto del ministero dell’Istruzione. Nel confronto in aula è intervenuto anche il consigliere di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga, che ha contestato alcuni passaggi del documento e il paragone tra le difficoltà linguistiche e culturali degli studenti stranieri e quelle affrontate dagli italiani emigrati dal Mezzogiorno verso il Nord negli anni Sessanta e Settanta.
Casella ha replicato richiamando la storia della Lega Nord e le posizioni espresse negli anni dal movimento fondato da Bossi nei confronti della popolazione meridionale. Nel corso della risposta ha quindi pronunciato la frase che ha fatto scoppiare la polemica: «Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua pochi mesi fa il nostro Signore l’ha chiamato». Il riferimento riguardava Umberto Bossi, morto il 19 marzo 2026.
Il passaggio ha trasformato una discussione politica in una controversia sul rispetto della memoria di un avversario politico scomparso. La Lega ha interpretato quelle parole come un’espressione di compiacimento per la morte di Bossi e ha chiesto conseguenze politiche nei confronti del consigliere comunale. La vicenda ha inoltre riacceso il confronto tra maggioranza e opposizione all’interno del Consiglio comunale di Reggio Emilia.
La Lega chiede le dimissioni del consigliere
La reazione del Carroccio è arrivata rapidamente. Tra i primi a intervenire figura il capogruppo della Lega a Reggio Emilia Alessandro Rinaldi, che ha chiesto a Casella di dimettersi sostenendo che le parole pronunciate in aula non rispettino il ruolo istituzionale ricoperto dal consigliere. La richiesta ha trovato sostegno anche ai livelli regionali e nazionali del partito.
La deputata Laura Cavandoli, il segretario regionale della Lega Emilia Matteo Rancan e la senatrice Lucia Borgonzoni hanno contestato pubblicamente l’intervento di Casella. Borgonzoni ha definito le parole pronunciate in aula «inaccettabili», mentre gli esponenti leghisti hanno chiesto al Pd di dissociarsi dalla dichiarazione e di adottare provvedimenti nei confronti del proprio rappresentante.
Anche il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, ha preso posizione sulla vicenda. Secondo Morrone, il riferimento alla morte di Bossi avrebbe oltrepassato i limiti del confronto politico e avrebbe coinvolto direttamente la memoria dello storico leader leghista. La Lega ha quindi collegato la richiesta di dimissioni di Casella alla necessità, secondo il partito, di ristabilire un confronto istituzionale rispettoso tra gli schieramenti.
La polemica si allarga al Pd
Il caso non riguarda soltanto il rapporto tra Casella e la Lega. Le dichiarazioni hanno infatti aperto un confronto anche all’interno del campo politico di centrosinistra, soprattutto sulla posizione che il Partito democratico dovrebbe assumere nei confronti delle parole pronunciate dal proprio consigliere. La Lega ha sollecitato una presa di distanza ufficiale del partito, mentre la vicenda ha iniziato a coinvolgere anche altri esponenti politici locali.
Durante la stessa seduta, Casella aveva inoltre utilizzato un’espressione molto dura nei confronti di alcuni utenti dei social network accusati di avere pubblicato commenti razzisti. Il consigliere aveva parlato di «feccia che vi vota», riferendosi alle persone che, secondo il suo intervento, avevano espresso posizioni offensive. Anche questo passaggio ha alimentato le critiche del centrodestra e ha contribuito ad aumentare la tensione politica intorno alla seduta consiliare.
Chi è Antonio Casella
Antonio Casella, 59 anni, rappresenta da tempo una componente della sinistra reggiana. Originario della Campania, lavora da decenni come capotreno e nel corso della sua attività politica ha posto spesso l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori del settore ferroviario. Nel 2024 si è candidato alle elezioni comunali di Reggio Emilia nella lista del Pd che sosteneva il sindaco Marco Massari. Dopo la mancata elezione, Casella è entrato successivamente in Consiglio comunale nel dicembre 2025, subentrando a un altro rappresentante.
La nuova polemica arriva quindi in un momento nel quale il Consiglio comunale di Reggio Emilia affronta temi particolarmente sensibili, dall’integrazione scolastica alle politiche sull’immigrazione, fino al rapporto tra maggioranza e opposizione. Il riferimento a Umberto Bossi ha però spostato il centro del dibattito dalle questioni affrontate nell’ordine del giorno alla condotta politica e istituzionale del consigliere.
La vicenda resta ora legata alle eventuali conseguenze politiche che potrebbero emergere nei prossimi giorni. La Lega ha formalizzato la richiesta di dimissioni e ha sollecitato una presa di posizione del Pd, mentre le dichiarazioni di Casella continuano a essere al centro del confronto politico locale e nazionale. Il caso mostra ancora una volta quanto possano diventare accesi i dibattiti nelle assemblee elettive quando il confronto sulle idee si intreccia con riferimenti personali e con la memoria di figure politiche scomparse.
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