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sabato 18 Aprile, 2026
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Voto fuorisede ph Pixabay

Perché per milioni di fuorisede in Italia votare costa ancora?

Cinque milioni di italiani dovranno organizzarsi per tornare a casa e votare, mentre il Governo si muove solo sul piano delle agevolazioni e non per approvare una legislazione unica

Da Redazione
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In Italia, per alcuni cittadini la Democrazia ha un costo più alto rispetto ad altri. I 5 milioni di italiani fuorisede, ovvero quasi il 10% della popolazione, si trovano più spesso che mai a dover fare i conti con una domanda spinosa: posso permettermi di tornare a casa a votare? Nel nostro Paese non esiste una legge che garantisca il voto a distanza per ogni elezione.

Per questo, in occasione delle Europee di giugno 2024 e del referendum su cittadinanza e lavoro 2025 sono state avviate due sperimentazioni per il voto fuorisede, mentre per il referendum 2026 no. Il motivo ufficiale di questa mancanza è legato alle tempistiche del voto: il governo non avrebbe avuto i tempi tecnici per organizzare il voto fuorisede.

I prossimi 22 e 23 marzo, quindi, potranno votare solo coloro che torneranno nella città di residenza. Oppure, chi riuscirà a sfruttare le occasioni messe in campo dai singoli partiti politici. In questi giorni, sono nate campagne di solidarietà volte ad aiutare coloro che non possono permettersi il viaggio di ritorno a casa, soprattutto a poche settimane dalle festività pasquali.

Voto fuorisede tra agevolazioni e difficoltà

Diverse forze politiche, tra cui Avs, Pd e M5S, hanno messo a disposizione i posti di rappresentanti di lista. In questo modo, gli eletti potranno votare nel Comune del domicilio temporaneo senza affrontare i costi del viaggio. Un’iniziativa che ha raccolto 20mila richieste per i soli partiti di centrosinistra, come riporta Il Fatto Quotidiano, dimostrando l’interesse di questa fascia della popolazione per il voto.

A questa si aggiungono le agevolazioni garantite da diverse compagnie di trasporto, tra cui Trenitalia, Italo, Ita Airways e Trenord, che offrono sconti fino al 70% per chi viaggia in vista del referendum. Soluzioni temporanee, che però non risolvono il problema.

In un momento storico in cui l’astensionismo è dilagante, sembra assurdo non procedere con una legge che agevoli coloro che vorrebbero esercitare un loro diritto. La legge delega su questo tema, però, è ancora bloccata in Senato. Intanto, i grandi Paesi d’Europa, come la Spagna, la Francia, la Danimarca e l’Estonia, hanno adottato già da anni il voto per corrispondenza, per delega o anche elettronico. Un miraggio per la nostra Nazione.

Leggi anche: Il parlamento va in ferie fino a dopo il Referendum

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