venerdì 26 Giugno 2026
ph-web-caritas

Rapporto Caritas 2025: l’analisi del disagio economico in Italia

Caritas - crescono le richieste di aiuto materiale e i servizi di ascolto in un contesto segnato da forti rincari e instabilità

Da Giuseppe Rosso
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

L’ultimo rapporto della rete Caritas restituisce l’immagine di un’Italia in crescente difficoltà nel distribuire in modo equo le risorse, con un numero sempre più ampio di cittadini che scivola verso condizioni di strutturale. Nel sono state sostenute 282.539 persone, un dato che coincide con il totale dei nuclei familiari assistiti e che rappresenta il valore più alto mai registrato, con un del +1,7% rispetto all’anno precedente.

Un sistema sotto pressione

L’indagine si fonda su una rete capillare composta da 3.520 servizi informatizzati attivi in 206 diocesi, coprendo il 94,5% del territorio nazionale. Il quadro che emerge evidenzia una pressione senza precedenti sul terzo settore, con 4.831.931 interventi complessivi effettuati. Tra questi, oltre 3,6 milioni riguardano essenziali come cibo e vestiario, mentre più di 430mila interventi sono stati destinati all’alloggio e circa 300mila ai servizi di ascolto, segnalando la complessità e la profondità della sociale in atto.

Famiglie fragili e nuove vulnerabilità

L’analisi demografica evidenzia come la presenza di figli minori rappresenti uno dei principali fattori di rischio economico: il 52% delle persone assistite vive con bambini. Parallelamente cresce in modo significativo la povertà tra gli anziani, con un incremento del 191% degli over 65 che si sono rivolti alla Caritas negli ultimi dieci anni, rispetto a un aumento complessivo del 48% degli assistiti. A questo si aggiunge l’aumento delle persone , passate dal 23,8% al 32,9%, segnale di un indebolimento delle reti relazionali.

ed abitativa

Tra gli elementi più critici emerge il fenomeno del lavoro povero, che rompe il legame tradizionale tra occupazione e sicurezza economica: se il 47,3% degli assistiti è disoccupato, il 24% ha un impiego che non garantisce comunque la sussistenza. Dieci anni fa questa quota era ferma al 13,3%. Il fenomeno colpisce in particolare le fasce centrali dell’ lavorativa, con il 31,7% tra i 35-44 anni e il 31% tra i 45-54 anni. Sul fronte abitativo, la situazione resta critica: 24mila persone vivono senza una dimora stabile, mentre i elevati di affitti e utenze aggravano la vulnerabilità economica, incidendo sulla salute e sulla possibilità di pianificare il futuro.

Leggi anche: Reddito universale: chi saremmo se non dovessimo più lavorare per vivere?

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata