venerdì 26 Giugno 2026
campo largo

Schlein e Conte riuniscono il campo progressista. Renzi resta fuori: “Noi siamo un’altra cosa”

I quattro leader si incontrano per discutere dei dossier comuni già esistenti e per lanciare due eventi in vista del voto. Il leader di Iv si smarca: “Vogliono costruire un nucleo di sinistra-sinistra, ma senza i riformisti non vincono”

Da Redazione
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È bastata una foto per alimentare le speculazioni sul futuro del campo progressista in vista delle prossime elezioni . , Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli seduti allo stesso tavolo di un’osteria vicino Campo de’ Fiori per discutere del programma comune da realizzare in vista del voto. Grande assente Matteo Renzi, che mette già le mani avanti: “Vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra, ma noi siamo un’altra cosa”.

Due eventi per rilanciare il campo progressista

I quattro leader si sono ovviamente già incontrati in passato per organizzare l’alternativa a Giorgia Meloni, ma per la prima volta hanno deciso di pubblicizzare questo vertice. “Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto!”, è il messaggio che accompagna l’immagine e che chiarisce la necessità di rendere pubblico questo incontro. Il primo messaggio è che mentre il centrodestra si spacca sotto le sue stesse differenze, aiutato in parte anche dal balzo in avanti di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, il campo progressista si stringe intorno alle tematiche comuni per garantire il del Paese.

Il secondo è che il centrosinistra è pronto a organizzare due eventi in piazza, non a Roma e Milano che sono i capoluoghi al voto il prossimo anno, ma in due città ancora da scegliere. Due incontri per parlare dei dossier già acquisiti e che dimostrano che questa coalizione non inizia dal nulla, ma parte dalle battaglie già affrontate insieme. Dal salario minimo, passando per le liste di attesa nella sanità, fino alla condanna delle azioni del di Benjamin . Tutti punti di partenza del campo progressista.

Si alza il muro contro la elettorale

Come riporta Il Fatto Quotidiano, nel corso dell’incontro del 16 giugno, i quattro leader hanno discusso della reazione alla legge elettorale, senza però individuare una strategia comune. I pentastellati vorrebbero proporre un emendamento per far saltare la discussione in Aula a Montecitorio, ma ne discuteranno in privato in una riunione odierna. Sul programma comune ancora non c’è certezza, ma il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha già lanciato la sfida: “Vediamoci dopo l’estate per costruire l’alternativa”.

Conte: “Al tavolo chi ha sempre lavorato insieme”

E anche su Renzi e la sua assenza al pranzo di lavoro sembra avere le idee piuttosto chiare: “Ci siamo noi perché abbiamo lavorato costantemente con un certo affiatamento”. Conte sostiene anche l’esistenza di un problema di affidabilità con gli alleati, che non permetterebbe di creare la fiducia necessaria per far resistere l’eventuale coalizione. “Non dobbiamo creare un’accozzaglia, altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole”, ha chiarito. L’obiettivo è evitare di vincere per una somma di , senza avere una reale visione comune con il resto della coalizione, perché il risultato potrebbe essere catastrofico.

Schlein indecisa su Renzi

Eppure, Elly Schlein è convinta della necessità di accogliere Italia Viva nella coalizione. Alla segretaria del Pd Matteo Renzi è utile per tenere a freno i , che preferirebbero un’alleanza con il leader di rispetto al presidente pentastellato. Una convinzione che non vacilla neanche davanti al sondaggio di Lab21 per La Notizia, secondo cui Renzi farebbe perdere ai progressisti più punti di quanti gliene farebbe guadagnare. Secondo la rilevazione, il 51,6% degli interpellati ritiene Renzi “respingente” e solo il 24,3% attrattivo.

Renzi: “Senza i riformisti, la sinistra non vince”

Lo stesso leader di Italia Viva continua comunque a sostenere di essere fondamentale per la possibile coalizione, in quanto saranno i moderati e i centristi a costituire l’ago della bilancia delle prossime elezioni. “Senza una componente , la sinistra non vincerà mai”, ha chiarito. Il messaggio che si legge tra le righe è che Renzi è convinto che i leader del campo progressista saranno costretti a cercarlo per avere i numeri necessari a battere Giorgia Meloni alle urne.

Leggi anche: Vannacci spacca il centrodestra: FdI e Lega approvano l’Odg sulla remigrazione, FI si smarca

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