lunedì 25 Maggio 2026
Strage Maldive

Riprese le ricerche dei quattro sub morti alle Maldive: indagini sull’immersione a 60 metri di profondità

Secondo i media locali, le immersioni ricreative possono scendere fino a 20 metri di profondità. Secondo un membro della spedizione, il gruppo era impegnato a raccogliere dati e non in un'attività di piacere

Da Laura Laurenzi
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Sono riprese questa mattina le ricerche dei corpi dei quattro sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive giovedì scorso. La Farnesina ha annunciato che la Guardia Costiera locale ha ricominciato le operazioni grazie ad un miglioramento del clima e delle condizioni dell’oceano. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, resta in contatto con l’ambasciatore d’Italia a Colombo, Damiano Francovigh, e con la console onoraria a Malè, Giorgia Marazzi, che sono imbarcati sulla unità di appoggio “Ghazee” della guardia costiera per seguire le operazioni di recupero.

Le ricerche in mare

Il ministero continua a offrire assistenza alle famiglie delle vittime e ai connazionali che si trovavano sull’imbarcazione che ha trasportato i sub e che ora devono tornare in Italia. Il ‘Duke of York’, lo yacht su cui erano ospitati i 25 turisti italiani ha appena raggiunto la capitale. Il ministero del Turismo e dell’Aviazione Civile delle Maldive ha sospeso la licenza di esercizio della nave, chiarendo che questa decisione serve ad agevolare le indagini sul tragico incidente.

In mare, invece, continuano le operazioni degli otto sommozzatori maldiviani che sono impegnati nella ricerca dei corpi delle vittime. Da quanto si apprende, i primi due operatori si sono già immersi per individuare e segnalare con precisione il punto di ingresso della serie di caverne in cui sono scomparsi i sub italiani. Altri 6 sommozzatori si immergeranno successivamente, in vari turni, per provare a individuare i corpi e riportarli in superficie.

Le indagini sulla tragedia alle Maldive

In contemporanea, gli inquirenti continuano ad indagare sulle cause che potrebbero aver provocato la tragedia. Il quotidiano locale “Mihaaru” mette in luce un dettaglio sulla spedizione. “Le normative maldiviane consentono le immersioni ricreative fino a una profondità di 30 metri” e per questo verrà condotta un’indagine sul caso per accertare come mai si siano immersi in una grotta a una profondità di circa 60 metri.

C’è da sottolineare che il gruppo era composto da ricercatori esperti che stavano raccogliendo dati e che non erano in vacanza. A confermarlo al Corriere della Sera anche uno dei presenti sulla nave: “Bombole, ossigeno, errore: si potrà sapere solo dopo aver recuperato i corpi e per questo dico, basta farneticazioni. Io so che Monica e gli altri erano sub esperti. Ma anche persone che fino a poco prima dell’ultima immersione erano serene, impegnate in quello che stavano facendo, la loro grande passione”.

Leggi anche: Sub morti alle Maldive: domani riprendono le ricerche dei corpi. Dubbi sulla causa della tragedia

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