Il confronto tra le opposizioni ha acceso l’ultima giornata del Forum Ambrosetti di Cernobbio. Sul palco dedicato alla politica italiana, Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno presentato due proposte differenti, ma entrambe hanno concentrato l’attenzione sulla necessità di rilanciare la crescita e rafforzare la capacità dell’Italia di affrontare una fase economica e geopolitica complessa. La segretaria del Partito democratico ha scelto soprattutto il terreno europeo, mentre il leader del Movimento 5 Stelle ha insistito sulla costruzione di uno strumento finanziario nazionale capace di mobilitare risorse pubbliche e private.
Schlein ha chiesto un cambio di passo nel processo di integrazione europea e ha criticato le posizioni che alimentano sfiducia verso l’Unione. Il suo intervento ha preso le mosse dalla necessità di rendere più efficace il processo decisionale comunitario, soprattutto in una fase nella quale i singoli Paesi devono affrontare insieme questioni economiche, energetiche e geopolitiche. «Basta disfattismo sull’Europa perché con tutti i suoi difetti resta comunque il migliore antidoto per non essere schiacciati dall’annientamento del multilateralismo», ha dichiarato la leader dem.
Schlein: «Serve superare l’unanimità»
La proposta più netta della segretaria del Pd riguarda il meccanismo dell’unanimità nelle decisioni europee. Schlein ritiene che l’attuale sistema possa rallentare eccessivamente le scelte di un’Unione composta da numerosi Stati con interessi differenti. «Bisogna superare l’unanimità, perché non si riesce a governare neanche un condominio con l’unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi», ha affermato durante il suo intervento.
Secondo la leader democratica, l’Europa deve quindi compiere un ulteriore passo verso una maggiore integrazione e utilizzare anche forme di cooperazione rafforzata tra gli Stati. Schlein ha collegato questa impostazione anche alla necessità di aumentare gli investimenti comuni e di costruire una risposta europea più solida davanti ai cambiamenti dello scenario internazionale. La sua posizione punta dunque a un’Unione capace di assumere decisioni più rapidamente e di difendere con maggiore efficacia i propri interessi economici e strategici.
La strategia del Pd per rilanciare l’economia
Nel suo intervento a Cernobbio, Schlein ha affrontato anche le questioni interne all’Italia, indicando tre priorità per sostenere la crescita. La prima riguarda la decarbonizzazione e il costo dell’energia, tema che secondo il Pd incide direttamente sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie. La seconda riguarda il rilancio degli investimenti, mentre la terza punta sulla qualità del lavoro e sul contrasto alla precarietà.
«Dobbiamo rimettere in moto questo Paese a partire da una strategia per la crescita», ha spiegato la segretaria democratica, indicando quindi una linea che collega politica energetica, investimenti e lavoro. Nel corso dell’intervento ha inoltre richiamato la proposta del Pd sull’utilizzo di risorse destinate alla flessibilità energetica e ha ribadito la necessità di intervenire sulla qualità dell’occupazione, compreso il tema del salario minimo.
Conte punta sul fondo nazionale di sviluppo
Giuseppe Conte ha invece concentrato il proprio intervento sulla possibilità di creare un fondo sovrano nazionale di sviluppo. Il presidente del Movimento 5 Stelle ha spiegato di voler utilizzare una combinazione di patrimonio pubblico e risparmio privato per costruire uno strumento finanziario destinato a sostenere la crescita del Paese e gli investimenti di interesse pubblico.
«Sono più determinato che mai nella proposta di creare un fondo sovrano nazionale di sviluppo», ha dichiarato Conte, sottolineando la presenza di asset pubblici e di un consistente risparmio privato. Il leader pentastellato ha ricordato inoltre di aver presentato proposte di legge alla Camera e al Senato per definire concretamente il progetto. L’obiettivo, secondo la sua impostazione, consiste nel trasformare una parte delle risorse disponibili in un patrimonio destinato a finanziare interventi strategici.
La proposta punta anche alla tutela del modello sociale italiano. Conte ha collegato infatti il fondo alla necessità di sostenere la sanità, investire nel capitale umano e preservare servizi pubblici fondamentali. «Con questa dotazione pubblica dobbiamo costituire un patrimonio importante per finalità di pubblico interesse», ha spiegato, indicando nel fondo uno strumento attraverso il quale accompagnare lo sviluppo senza limitarsi alla gestione ordinaria della spesa.
Conte critica crescita, salari e politica del riarmo
Nel suo intervento, Conte ha rivolto anche critiche alla situazione economica italiana. Il leader del Movimento 5 Stelle ha richiamato il rallentamento della crescita del Pil e della produzione industriale, insieme alle difficoltà legate ai salari reali e al potere d’acquisto. «Questo dovrebbe far preoccupare tutti», ha sostenuto, contestando al governo la distanza tra i risultati rivendicati e ciò che, secondo lui, avrebbe potuto realizzare durante una fase di relativa stabilità.
Il confronto si è poi spostato sulla politica internazionale e sulle spese per la difesa. Conte ha criticato gli impegni assunti dall’Italia nell’ambito della Nato e ha sostenuto che l’aumento delle risorse destinate al riarmo rischi di sottrarre fondi ad altre priorità. «L’Europa non si avvantaggia di nulla nel proseguire un’escalation militare che sta portando solo a una politica di riarmo che sta drenando risorse», ha affermato.
Due visioni diverse per la stessa sfida
Gli interventi di Elly Schlein e Giuseppe Conte mostrano quindi due approcci distinti all’interno dell’opposizione. La segretaria del Pd ha posto al centro il rafforzamento dell’Unione europea, chiedendo di superare i meccanismi che rallentano le decisioni comuni e di aumentare la capacità dell’Europa di agire come soggetto politico ed economico. Il leader del M5S ha invece privilegiato uno strumento nazionale per raccogliere risorse e indirizzarle verso investimenti e servizi pubblici.
Il Forum di Cernobbio ha così offerto alle opposizioni uno spazio importante per delineare le rispettive proposte su crescita, lavoro, energia, Europa e politica internazionale. Il confronto non ha prodotto una posizione unica sui principali dossier economici e geopolitici, ma ha riportato al centro del dibattito la questione della crescita italiana e della capacità delle istituzioni di finanziare gli investimenti necessari.
Nel quadro delineato a Cernobbio, Schlein ha indicato nell’integrazione europea una risposta alle trasformazioni dello scenario internazionale, mentre Conte ha insistito sulla necessità di mobilitare direttamente le risorse del Paese. Due percorsi differenti che partono da una stessa preoccupazione: l’Italia deve trovare nuovi strumenti per sostenere crescita, occupazione, investimenti e protezione sociale in un contesto sempre più competitivo e instabile.
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