L’Iran chiama a raccolta i suoi giovani e punta sulla mobilitazione simbolica per difendere le infrastrutture energetiche del Paese. In un messaggio trasmesso dalla televisione di Stato, un alto funzionario iraniano ha invitato studenti, sportivi, artisti e docenti universitari a formare catene umane attorno alle centrali elettriche, considerate obiettivi sensibili in caso di attacco militare.
L’appello arriva in un clima di forte tensione nella regione, dopo le minacce di possibili raid da parte di Israele e degli Stati Uniti. Le autorità temono che le strutture energetiche possano diventare bersagli strategici, con effetti pesanti sulla vita quotidiana della popolazione e sull’economia nazionale.
A lanciare l’iniziativa è stato Alireza Rahimi, segretario del Consiglio supremo della gioventù e degli adolescenti. Nel suo intervento ha sottolineato che le centrali elettriche rappresentano un patrimonio comune, al di là delle idee politiche di ciascun cittadino. Secondo Rahimi, difendere queste strutture significa proteggere il futuro del Paese e delle nuove generazioni.
Il messaggio ha un valore sia pratico sia simbolico. Da una parte si vuole mostrare unità nazionale di fronte a una minaccia esterna. Dall’altra si cerca di coinvolgere la società civile, trasformando la difesa delle infrastrutture in un gesto collettivo.
Resta da capire se l’iniziativa avrà una risposta ampia tra i giovani iraniani. Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi e dal livello di paura che si diffonderà tra la popolazione nei prossimi giorni.
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