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domenica 19 Aprile, 2026
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Trump cala nei sondaggi

Trump e Iran: calano i sondaggi mentre le midterm si avvicinano

I consiglieri propongono una "exit strategy" dal conflitto

Da Maria Vittoria Ciocci
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Il punto debole di Donald Trump sono i sondaggi. E la guerra in Iran non ha avuto una risposta totalmente positiva dall’opinione pubblica. Anche parte del suo partito non condivide l’iniziativa militare congiunta con Israele, che fa vacillare la filosofia dell’America First. Prevedibilmente tutti i democratici e due terzi degli indipendenti si sono dissociati dal conflitto, mentre il 90% dei MAGA – insieme a 54 repubblicani non MAGA – ancora lo sostengono. Nonostante tutto.

Ma ciò che preoccupa i consiglieri del tycoon è il rincaro dei costi della benzina, dato che fu proprio l’inflazione a contribuire alla dipartita politica del suo predecessore Joe Biden. Su questo, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione, Trump aveva sostenuto che i prezzi dell’energia fossero sotto controllo. Si era vantato di aver fatto scendere la benzina a 2,30 dollari al gallone e aveva promesso di farla scendere ulteriormente a 2 dollari. In realtà, è lievitata a 3,48 dollari.

Ora il Presidente degli Stati Uniti si è visto costretto a usufruire della riserva strategica di greggio e a predisporre una scorta di unità della US Navy per le petroliere che passano per lo stretto di Hormuz. Il greggio ha così registrato un’oscillazione di 25 dollari in 24 ore e non era mai successo. Una condizione perfetta per potenziali speculatori.

Per quanto Israele non creda che Trump sia sul punto di ordinare la cessazione delle ostilità – lo hanno detto due funzionari a Reuters – le elezioni di midterm si avvicinano e questo, per il tycoon, è più importante.

 

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