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domenica 19 Aprile, 2026
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Trump

Trump: “Credo che Parigi aiuterà nello stretto di Hormuz”

Washington ha chiesto a Europa, Cina e Giappone di contribuire alla sicurezza della rotta del petrolio

Da Alessio Matta
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“Molti Paesi stanno arrivando e manderanno navi, altri sono meno entusiasti”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parla della coalizione navale che Washington vuole costruire per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il commercio mondiale di petrolio, minacciato dall’Iran che ha già colpito delle imbarcazioni e continua a minacciare i transiti.

Trump ha detto di essere convinto che anche la Parigi darà una mano. “Credo che la Francia aiuterà”, ha spiegato, riferendo di averne parlato il giorno prima con il presidente francese Emmanuel Macron. La conversazione, secondo Trump, conferma l’impegno dell’Eliseo nella sicurezza dello stretto e rafforza la coalizione che Washington vorrebbe formare.

Durante la conferenza stampa, il presidente ha spiegato che diversi governi hanno dato segnali di disponibilità, anche se non tutti vogliono partecipare con navi militari. “Alcuni Paesi sono molto entusiasti, altri meno. Alcuni li abbiamo protetti per molti anni da minacce esterne, ma non hanno mostrato lo stesso entusiasmo”, ha detto.

Il tycoon ha criticato gli alleati che preferiscono restare fuori dall’operazione. “Dopo quarant’anni in cui vi proteggiamo, non volete essere coinvolti in qualcosa di così piccolo? Verranno sparati pochi colpi, perché gli iraniani non ne hanno più molti”, ha affermato.

Il presidente ha poi ricordato che molte economie dipendono dal traffico nello stretto più degli Stati Uniti. Per questo Washington chiede un contributo diretto alla missione. “Incoraggiamo le nazioni che dipendono dallo stretto molto più di noi ad aiutarci”, ha spiegato.

Secondo i dati citati da Trump, il petrolio che passa da Hormuz pesa meno dell’1% sulle importazioni americane. Per altri Paesi la quota è molto più alta: circa il 95% per il Giappone, il 90% per la Cina e il 35% per la Corea del Sud. Anche diversi Stati europei dipendono in modo rilevante da quella rotta energetica. Con l’impegno francese, Washington spera di rafforzare la presenza internazionale e garantire sicurezza e continuità al traffico marittimo in una delle aree più sensibili del Medio Oriente.

Leggi anche: https://lasintesi.online/europa-trump-nato-hormuz/

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