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giovedì 23 Aprile, 2026
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Salvini e Mattarella

Tutte le volte che Salvini ha attaccato Mattarella

“Inutile, sonnolento e poco arzillo”. Il vicepremier sostiene di rispettare il Capo dello Stato. Eppure negli anni non si è mai risparmiato con gli epiteti

Da Maria Vittoria Ciocci
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“Non mi stupisco più di nulla”. È il verdetto pronunciato dal vicepremier Matteo Salvini al Salone del Mobile di Milano, in merito al monito del Colle sul Dl Sicurezza in esame alla Camera. Ha poi aggiunto: “A me interessano i risultati, quindi che sia a norma di legge la stretta contro i ‘maranza’, contro chi porta in giro dei coltelli e che vengano velocizzate le espulsioni”. Insomma, al leader leghista il No di Sergio Mattarella sull’articolo 30 bis – che prevede un incentivo per gli avvocati che convincono gli assistiti stranieri a tornare nel Paese d’origine – proprio non va giù. Ma non è la prima volta che il ministro dei Trasporti se la prende con il Capo dello Stato.

Mattarella nel mirino di Salvini

«Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!». Nel 2015 Matteo Salvini condivide queste affermazioni a Strasburgo, durante la plenaria al Parlamento europeo. In aula la discussione sui migranti, sulla quale il Presidente della Repubblica invita a muoversi cauti. «Ha detto che chiudere e controllare le frontiere europee non serve. No, certo, facciamo entrare altri milioni di immigrati». E non si accontenta, ma sfoggia una t-shirt con sopra stampato il volto del capo del Cremlino. Da fan numero uno.

È ancora più sarcastico nel 2016, quando – ospite de La Zanzara (Radio 24) – il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti è partito al vetriolo: «Mattarella? Fortunatamente ci sono vecchietti molto più arzilli di lui. Per quello che fa e quello che dice potrebbe passeggiare tranquillamente in perfetta solitudine su un lungomare senza scorta e nessuno se ne accorgerebbe». E lo punge ironizzando sull’età anagrafica: «È distratto o sonnolento. Torni sulla Terra, si faccia due passi tra la gente normale senza scorta, così vede di cosa hanno bisogno le persone normali».

Ma il leader leghista non si è fermato qui. Forse ispirato dalla chiacchierata con il conduttore Giuseppe Cruciani, ha poi riservato a Mattarella un altro affondo: «Mattarella non dice mai un accidenti, non fa niente. L’unico suo cenno di esistenza in vita fu quando era giudice della Consulta e fregò il referendum sulla legge Fornero agli italiani. Per il resto, è il trionfo della retorica, dell’inutilità di quella carica. Lui non mi rappresenta per nulla, soprattutto quando va in giro a sparlare dei confini». Insomma, non ci è andato leggero.

Ed è proprio alla luce di questo che – in fondo – non si può biasimare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, quando nel 2022 Matteo Salvini si disse disponibile alla rielezione di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica. La leader di Fratelli d’Italia, di fatto, tuonò poco dopo sui social: «Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci». Ecco, non ci crediamo neppure noi.

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