La scelta di Futuro Nazionale, partito fondato da Roberto Vannacci, di utilizzare “Futura” di Lucio Dalla come colonna sonora della sua prima assemblea costituente ha lasciato piuttosto turbati i suoi eredi e la fondazione a lui intitolata. Come riferiscono dagli uffici di via d’Azeglio, nessuno avrebbe chiesto l’autorizzazione per l’utilizzo della canzone.
“Non abbiamo mai consentito un uso delle sue opere in alcun contesto politico, peraltro Lucio era estraneo a certi ragionamenti”, fanno sapere. Uno degli avvocati del cantautore, Eugenio D’Andrea, ha riferito di “essere rimasto sconvolto”, così come gli amici e i parenti dell’artista. “Lucio Dalla non ha mai avuto bandiere”, ha dichiarato con una certa convinzione, chiarendo che se davvero non vi fosse stata l’autorizzazione non dubiterebbe un attimo a inviare una lettera che chieda che la canzone e la figura di Lucio Dalla non siano più accostate a Futuro Nazionale.
Le origini di Futura
Il Corriere della Sera riporta il ricordo di Gaetano Curreri, che ha raccontato come “Futura” sia nata davanti al Muro di Berlino, il simbolo prima della divisione e poi della convivenza armoniosa. In quello stesso giorno a osservare la breccia c’era anche il cantante Phil Collins. “Lucio era per unire e non per dividere, credeva nella pace, nella convivenza delle diversità”, ha proseguito il cofondatore degli Stadio, aggiungendo: “Forse Vannacci non l’ha capita, quello che dice lui è in totale contrasto con quello che Lucio esprime in Futura”.
L’amico di Dalla: “Si rivolterebbe nella tomba”
La scelta di questa specifica canzone non è apparsa adatta al contesto. “Lucio si rivolterebbe nella tomba”, ha spiegato l’amico Stefano Bonaga, mettendo in luce le profonde differenze tra le idee del cantante e quelle dell’ex parà della Folgore. Futuro Nazionale si prepara ad assumere un ruolo di ultradestra nel parterre politico italiano, con un programma basato sulla politica della remigrazione forzata e del disinteresse per i diritti civili, in particolare quelli delle minoranze. Un progetto che sembra lontano anni luce dalle parole di “Futura” e dalle convinzioni che hanno caratterizzato la vita di uno dei più grandi cantautori italiani.
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