Quattro ore e mezzo di confronto, porte chiuse e toni più freddi del passato. L’incontro tra Antonio Tajani e la famiglia Berlusconi segna un passaggio delicato per Forza Italia, chiamata a reagire dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Un risultato che ha riaperto il dibattito sulla guida del partito e sulla necessità di cambiare passo.
Il vertice si è svolto negli studi Mediaset di Cologno Monzese alla presenza di Marina e Pier Silvio Berlusconi, insieme a Gianni Letta e all’amministratore delegato di Fininvest Danilo Pellegrino. Alla fine è arrivato un comunicato ufficiale con parole rassicuranti: fiducia rinnovata al segretario e volontà comune di rilanciare il movimento nel solco dei valori del fondatore. Una versione condivisa, che però non cancella le tensioni emerse durante il confronto.
Il nodo più difficile riguarda la guida dei gruppi parlamentari. Dopo la sostituzione di Maurizio Gasparri al Senato, la questione si è spostata alla Camera. La famiglia Berlusconi spinge per una svolta netta e ha indicato il nome di Giorgio Mulé. Una scelta che Tajani non ha gradito, tanto da valutare anche l’ipotesi di dimissioni nel caso di una decisione imposta dall’alto.
Alla fine si è trovato un punto di equilibrio su Enrico Costa. Non un uomo di stretta fiducia del segretario, ma una figura ritenuta capace di tenere insieme le diverse anime del partito. Ora la partita si sposta tra i deputati, dove Tajani dovrà verificare se esiste una maggioranza pronta a sostenerlo.
Sul tavolo resta anche il tema dei congressi. I figli del Cavaliere chiedono una vera rivoluzione, ma senza passare da una corsa alle tessere. Tajani invece punta a organizzare le assise regionali già nelle prossime settimane. Le differenze di vedute sono forti, soprattutto in regioni come Puglia, Sicilia, Campania, Lombardia e Sardegna, dove il clima interno resta agitato.
Il messaggio che esce dal vertice è chiaro: la fiducia c’è, ma non è senza condizioni. La famiglia osserva e chiede risultati. Tajani resta alla guida, ma sa che il tempo per dimostrare di saper cambiare marcia non è infinito.
Leggi anche: Silvia Salis: “Io anti-Meloni? Ci penso se me lo chiedono”
Seguite La Sintesi sui nostri social!
