Volodymyr Zelensky avverte gli alleati: la fase decisiva della guerra non si gioca più soltanto sulla terra o nel Mar Nero, ma nello spazio aereo. In un’intervista concessa lunedì a Christopher Miller, corrispondente a Kiev del Financial Times, il presidente ucraino ha chiesto alla Nato nuove difese antiaeree e maggiore sostegno industriale.
«Vince chi è più intelligente»
Secondo Zelensky, l’Ucraina ha già impedito alla Russia di vincere sul terreno e ha ridotto la libertà d’azione della flotta russa nel Mar Nero grazie ai droni navali. Per questo, ha spiegato al Financial Times, la guerra è entrata in una nuova fase.
«Se fermi il nemico sul campo di battaglia, se fermi la guerra sulla terra e gli neghi il dominio sul mare, allora il prossimo campo di battaglia diventa il cielo», ha detto. Per Zelensky, in questa fase «vince chi è più intelligente», non chi dispone del territorio più vasto o di più uomini.
Il nodo delle difese anti-missile
Il presidente ucraino ha indicato però una vulnerabilità decisiva: la difesa contro i missili balistici. Kiev dispone di sistemi Patriot statunitensi e Samp/T francesi, ma in quantità insufficienti. Nell’attacco russo di lunedì, l’Ucraina non è riuscita a intercettare nessuno dei 29 missili balistici lanciati da Mosca.
Zelensky ha spiegato che gli intercettori Pac-3 per i Patriot arrivano talvolta «letteralmente il giorno prima di un attacco massiccio». Da qui la richiesta agli alleati: non solo consegnare più sistemi, ma aiutare Kiev a produrre difese anti-balistiche proprie.
La condivisione di tecnologie
Zelensky porterà il dossier al vertice Nato in Turchia, dove incontrerà Donald Trump e gli altri leader dell’Alleanza. Il presidente ucraino vuole convincere i partner a trasferire più sistemi di difesa aerea, anche se molti Paesi esitano a ridurre le proprie scorte.
«Non ci saranno mai abbastanza Patriot per tutti», ha detto Zelensky, chiedendo all’Europa di condividere tecnologie e capacità industriali. Kiev punta anche a ottenere una licenza per produrre Patriot, tema che il presidente ucraino sostiene di aver sollevato «per anni» con Washington.
Droni a lungo raggio contro la Russia
Zelensky ha rivendicato anche la campagna ucraina con droni a lungo raggio contro obiettivi militari ed energetici in territorio russo e in Crimea. Mentre parlava con il Financial Times, droni ucraini colpivano la raffineria di Omsk, in Siberia occidentale, a circa 2.500 chilometri dal confine ucraino.
Per Kiev, questi attacchi servono a indebolire la macchina bellica russa e a spostare il costo della guerra dentro il territorio della Federazione. L’impatto psicologico sugli abitanti di Mosca e San Pietroburgo potrebbe modificare i calcoli di Vladimir Putin. «Quando non saranno più cento droni, ma mille a volare verso Mosca, allora capirà», ha detto Zelensky.
Il sostegno Nato agli attacchi in profondità
Questa strategia, riporta il Financial Times, trova sostegno anche tra i leader della Nato. Alla vigilia del vertice di Ankara, il presidente finlandese Alexander Stubb ha ribadito che gli alleati comprendono le ragioni degli attacchi ucraini in profondità nel territorio russo. Per Stubb, «tutti credono che dobbiamo continuare ad aumentare la pressione» su Mosca per costringerla a tornare al tavolo dei negoziati. Gli attacchi a lungo raggio, ha aggiunto, hanno cambiato anche la percezione americana del conflitto e rafforzato la posizione negoziale di Kiev, oggi «migliore, militarmente, politicamente e finanziariamente, di quanto non sia mai stata in questa guerra».
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