lunedì 15 Giugno 2026

38 giorni di guerra visti dalle frasi di Trump: i deliri del presidente americano

Sparate, minacce e aperture improvvise: ecco tutte le parole del tycoon nell'ultimo mese

Da Redazione
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C’è una guerra che si combatte con missili e droni. E poi ce n’è un’altra che si combatte con le . In queste settimane, la seconda ha pesato quasi quanto la prima. Ogni giorno una frase, spesso il contrario di quella del giorno prima. Un tono che cambia di continuo: duro al mattino, conciliante la sera. Così la tregua tra Stati Uniti e Iran resta appesa a un filo.

A dirlo è anche il vicepresidente J.D. Vance, che parla di accordo “fragile”. Secondo lui alcuni esponenti iraniani stanno mentendo su ciò che è successo sul piano . Poi arriva Donald Trump. Prima definisce l’intesa una “ totale” per gli Stati Uniti. Subito dopo avverte: se l’Iran collaborerà in buona fede si potrà trovare un accordo; se invece proverà a sabotare la tregua, allora non ne sarà felice. È solo l’ultima tappa di una lunga serie di dichiarazioni oscillanti, spesso in contrasto tra loro, dal primo attacco del 28 febbraio fino alla sospensione dei bombardamenti del 7 aprile.

28 febbraio: “Continueremo a bombardare finché servirà per raggiungere la ”.
1 marzo: “Abbiamo colpito centinaia di obiettivi. Andremo avanti fino a centrare i nostri traguardi”.
2 marzo: “Non abbiamo ancora iniziato a colpirli sul serio. La grande offensiva arriverà presto”.
3 marzo: “Abbiamo già vinto la guerra”.
4 marzo: “Le persone che cercavamo sono state eliminate”.
5 marzo: “Su una scala da 1 a 10, gli Stati Uniti stanno facendo 15”.
6 marzo: “Cittadini iraniani, aiutate a riportare la pace e sarete del tutto immuni, altrimenti andrete verso certa”.
7 marzo: “Abbiamo sconfitto l’Iran”.
: “Non ho interesse a trattare con l’Iran”.
9 marzo: “Dobbiamo colpire l’Iran”.
9 marzo: “La guerra è quasi finita, e in un modo molto bello”.
10 marzo: “Se bloccano , risponderemo con più forza”.
: “Non è mai troppo presto per dire che hai vinto. Abbiamo vinto. Era tutto finito già nella prima ora”.
12 marzo: “Abbiamo vinto, ma la vittoria non è ancora completa”.
13 marzo: “Abbiamo vinto la guerra”.
14 marzo: “Per favore, dateci una mano”.
15 marzo: “Se non ci aiutate, me ne ricorderò”.
16 marzo: “In realtà non abbiamo bisogno di alcun aiuto”.
16 marzo: “Stavo solo verificando chi mi ascolta”.
16 marzo: “Se la non ci sostiene, succederà qualcosa di molto brutto”.
17 marzo: “Non abbiamo bisogno né desiderio dell’aiuto della Nato”.
17 marzo: “Non mi serve l’ok del Congresso per uscire dalla Nato”.
18 marzo: “I nostri alleati devono collaborare per riaprire lo di Hormuz”.
19 marzo: “Gli alleati degli Stati Uniti devono muoversi e contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz”.
20 marzo: “La Nato è fatta di codardi”.
21 marzo: “Lo Stretto di Hormuz deve essere difeso dai Paesi che lo usano. Noi non lo usiamo e non abbiamo bisogno di riaprirlo”.
22 marzo: “Questa è l’ultima volta. Darò all’Iran 48 ore. Aprite lo Stretto”.
22 marzo: “L’Iran è finito”.
23 marzo: “Abbiamo avuto colloqui molto buoni e utili con l’Iran”.
24 marzo: “Stiamo andando avanti”.
25 marzo: “Ci hanno fatto un regalo, arrivato oggi. Un regalo enorme, di grande valore. Non vi dirò cos’è, ma è stata una ricompensa importante”.
26 marzo: “Fate un accordo, oppure continueremo a colpirli”.
27 marzo: “Non dovremmo essere noi a stare nella Nato”.
28 marzo: “Il principe saudita non pensava di dovermi baciare il culo. Farebbe meglio a mostrarsi gentile con me”.
29 marzo: “Con l’Iran stiamo trattando sia in modo diretto sia per vie indirette”.
30 marzo: “Aprite subito lo Stretto di Hormuz, o affronterete conseguenze devastanti”.
31 marzo: “Un accordo è molto vicino e l’Iran avrà fatto la scelta giusta”.
1 aprile: “Vedremo presto cosa accadrà”.
2 aprile: “È il momento che l’Iran faccia un accordo, prima che sia troppo tardi”.
3 aprile: “Sta per succedere qualcosa di grande”.
4 aprile: “L’Iran deve arrendersi subito o affrontare altre conseguenze”.
5 aprile: “Aprite quello fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno! Sia lodato Allah”.
6 aprile: “Possiamo distruggerli in una notte, ho il piano migliore”.
7 aprile: “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più. Non voglio che accada, ma con ogni probabilità accadrà”.
7 aprile: “Accetto di fermare i bombardamenti e l’attacco contro l’Iran per due settimane”.

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