Forza Italia fuori dalle grandi città, il partito esiste poco. La tre giorni di scuola politica L’Italia che amministra, patrocinata da FI nasce da questa consapevolezza. Antonio Tajani collegato in videoconferenza ha posto un problema serio: senza una classe dirigente locale solida, FI resta un partito di facciata.
Comuni come fondamenta
Il ragionamento di Tajani rivela la consapevolezza delle proprie fragilità. Il cittadino extra-urbano non vota un segretario nazionale, ma il sindaco che rattoppa le strade o l’assessore che risponde sul telefono. Se quel sindaco non è fortemente radicato sul territorio, il voto se ne va. Viterbo serve a formare amministratori che conoscano i regolamenti comunali oltre che i comunicati stampa. Se funzionerà, lo diranno le prossime amministrative.
Il referendum come banco di prova
La vera notizia di Viterbo è un’altra. Il deputato Francesco Battistoni ha detto esplicitamente che il referendum sulla riforma della giustizia sarà un test in vista delle elezioni politiche. Non solo una battaglia di principio ma un vero e proprio uno strumento di organizzazione territoriale. “Dobbiamo costituire un nucleo di Forza Italia in ogni comune” — e il referendum è l’occasione per farlo. Con un sistema elettorale che potrebbe valorizzare ogni singolo voto locale, anche dieci preferenze in un piccolo municipio diventano rilevanti.

Ph: Instagram
Quello che i numeri diranno
FI ha perso pezzi consistenti di classe dirigente negli anni post-Berlusconi. Ricostruirla con una scuola politica è un’idea sensata, ma la credibilità si misura ai seggi, non a Viterbo. Il referendum sarà il primo test reale. Se la mobilitazione non arriva, il progetto rimane un convegno.
A cura di Alessandro Marotta
Seguite La Sintesi sui nostri social!
Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube
