Matteo Salvini si muove già da ministro dell’Interno in pectore. Dopo la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia al Pilastro il vicepremier è corso a Bologna, comunica la Lega, per «incontrare il prefetto, il questore e una rappresentanza della Polizia di Stato».
Il piano per recuperare terreno sul fronte securitario e arginare la crescita di Roberto Vannacci passa anche da qui: riconquistare il Viminale, e possibilmente annunciarlo proprio a Pontida, dove il Carroccio si riunirà a fine settembre.
La linea di Meloni
Salvini si è già detto «a disposizione del Paese» ma, secondo i retroscena, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non avrebbe in mente strappi estivi: Fratelli d’Italia vuole arrivare senza scosse al 4 settembre, quando il governo diventerà il più longevo della storia repubblicana. Dopo quella data, però, il quadro potrebbe cambiare.
Anche dentro FdI cresce infatti la convinzione che, nonostante il calo dei consensi, Matteo Salvini offra le migliori garanzie per la tenuta del Carroccio. L’ipotesi di un cambio in segreteria, magari con Luca Zaia o con un altro esponente del fronte nordista, appare rischiosa sempre meno concreta. Ma se la Lega dovesse scivolare ancora, le elezioni del 2027 diventerebbero un ostacolo quasi insormontabile per l’intera maggioranza.
Il possibile annuncio a Pontida
Pontida, in calendario alla fine di settembre, potrebbe diventare il luogo dell’annuncio. Per Salvini sarebbe una carta forte da giocare davanti a militanti disorientati e a un partito attraversato da forti tensioni interne.
Il leader leghista evita di scoprirsi del tutto, ma usa parole che lasciano intendere che dietro le quinte si stia lavorando alla staffetta: «Sono abituato a mettere cuore e squadra in tutte le sfide che affronto. Sono a disposizione del mio Paese e del mio presidente del Consiglio per qualunque cosa serva».
Nella sua cerchia c’è chi è convinto che il Viminale possa riportare la Lega vicina al 10%, recuperando gran parte dei consensi ora in fuga verso Futuro Nazionale.
Il nodo Piantedosi
Il problema principale resta Matteo Piantedosi. Per riportare Salvini all’Interno, bisogna trovare una via d’uscita all’attuale ministro. La soluzione più ambiziosa sarebbe un incarico alla guida di Europol, ma la strada è complicata: le candidature sono scadute a marzo e la partita potrebbe riaprirsi solo in caso di rinunce da parte degli altri candidati europei.
L’altra ipotesi è una staffetta interna: Piantedosi ai Trasporti e Salvini al Viminale. Una soluzione più praticabile, che vorrebbe anche rassicurare le imprese a lavoro sui grandi cantieri, a partire dal Ponte sullo Stretto.
In ogni caso, non sarà una passeggiata: a microfoni spenti, i fedelissimi dell’ex prefetto si dicono pronti a scommettere che Piantedosi rimarrà in sella anche stavolta.
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