Con una lettera pubblicata da Il Fatto Quotidiano, la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino torna ad attaccare Matteo Renzi. L’ex sindaca di Torino accusa il leader di Italia Viva di usare la tragedia di Piazza San Carlo per colpirla e rivendica la distanza tra il Movimento 5 Stelle e il progetto centrista renziano. Poi avverte i leader del campo largo: «Renzi i voti non li fa guadagnare, li fa perdere».
La tragedia di Piazza san Carlo
«Matteo Renzi ha deciso di rispondere alle mie critiche politiche speculando sulla tragedia di Piazza San Carlo», scrive Appendino. Il 3 giugno 2017, in occasione della finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, un gruppo di malviventi, utilizzando degli spray urticanti, scatenò il panico nella folla radunatasi di fronte al maxischermo. La calca provocò 3 morti e quasi 1.700 feriti. «Su quella ferita voglio essere breve, perché merita rispetto e non strumentalizzazione. Poi parliamo di ciò di cui Renzi non vuole parlare: la politica».
Appendino rivendica il proprio comportamento nei procedimenti giudiziari: «Ho sempre affrontato i processi a testa alta, mi sono sempre difesa nei processi e mai dai processi. E il dolore per quanto accadde il 3 giugno 2017 lo porterò con me per sempre».
L’accusa di incoerenza
«Fino a che punto un primo cittadino può rispondere penalmente di ciò che accade in una piazza, compreso il panico scatenato con lo spray al peperoncino da una banda di ladri?», chiede Appendino.
Per questo, ricorda, ricevette solidarietà da ex sindaci di diversi schieramenti. Tra loro c’era anche Renzi: «Il 28 gennaio 2021, il giorno dopo la sentenza di primo grado, mi dedicò la sua Enews, dichiarando la sua vicinanza e auspicando la mia assoluzione». Allora, aggiunge, Renzi scriveva di non essere «come chi usa i processi per regolare i conti della politica». Secondo l’ex sindaca, «la sentenza su Piazza San Carlo, da allora, non è cambiata. È cambiato ciò che conviene a Renzi».
Visioni inconciliabili
«Passiamo dunque al terreno che a Renzi è più alieno: la coerenza». E mette in fila le differenze tra la visione dei Cinque stelle e quella dell’ex premier: «Noi siamo quelli del Reddito di cittadinanza. Lui quello che l’ha combattuto. Noi quelli del salario minimo. Lui quello che non l’ha voluto. Noi quelli della Spazzacorrotti. Lui quello che l’ha ostacolata. Noi quelli che una legge sul conflitto d’interessi la vogliono. Lui quello che ne è terrorizzato, e sappiamo tutti perché. Noi quelli dei 209 miliardi del Pnrr. Lui quello che ha fatto cadere il governo per non farceli gestire».
«Un alleato così è un conto alla rovescia»
Appendino definisce Renzi «il Loki della politica italiana, il dio dell’inganno e del trasformismo» e gli attribuisce «una sola coerenza documentata: distrugge tutto». Nella lettera cita il rapporto con Enrico Letta, il Patto del Nazareno con Berlusconi, la caduta del governo Conte II: «Un alleato così non è un alleato: è un conto alla rovescia», attacca.
Per Appendino, Renzi vuole costruire «l’ennesimo finto “centro”», impegnato a trattare sulla legge elettorale «per la propria sopravvivenza», e contrappone la storia del Movimento a quella del leader di Iv, che riassume così: «Il Jobs Act, la “Buona Scuola” contro cui scioperò tutta Italia, la vicinanza ai potentati e alle lobby».
«Renzi fa perdere voti»
«Chi vuole rimuovere quegli ostacoli non può allearsi con chi li costruisce», scrive Appendino, che non ha mai fatto mistero di non voler allargare il campo progressista fino a includere i centristi.
«Renzi i voti non li fa guadagnare, li fa perdere», avverte. «Nei territori la gente me lo dice in faccia: se andiamo con Renzi, loro restano a casa. Perché qui il problema non è tanto il passato quanto il futuro. E in futuro, io a casa preferisco lasciarci Renzi. Non i nostri elettori».
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