Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha presentato in Questura una denuncia-querela per le minacce ricevute da diversi utenti social nei giorni scorsi. Gli attacchi sono stati scritti a seguito della notte di guerriglia che si è verificata dopo la piazza indetta dal primo cittadino per la morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia nel quartiere Pilastro.
I messaggi contro il sindaco sono di una violenza inaudita. “Lepore ti vogliamo come Fakir” recita solo uno di essi. Minacce che il primo cittadino ha ricevuto non solo nei commenti social, ma anche con messaggi privati, alcuni circostanziati con l’indirizzo di casa del sindaco. La notizia è riportata dal Corriere di Bologna, secondo cui l’ufficio legale di Palazzo Accursio è al lavoro per analizzare tutti i messaggi di odio che sono stati riversati sui canali social di Lepore.
La decisione di quest’ultimo di indire una manifestazione a seguito della morte di Fakir aveva generato un acceso dibattito politico, con le forze di maggioranza che hanno accusato il primo cittadino del Pd di aver avallato le violenze che si sono poi scatenate nella notte a causa degli antagonisti infiltratisi nella piazza.
Malaguti (FdI): “Lepore troppo ingenuo per governare Bologna”
A seguito delle minacce, la politica italiana si è stretta intorno al sindaco, anche se non è mancata qualche frecciatina. In una nota, il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Malaguti si è chiesto se Lepore “forse sia troppo ingenuo per aspettarsi ciò che era inevitabile se governi la città degli antagonisti e dei centri sociali”. Nel caso in cui questa possibilità fosse confermata, secondo il membro di FdI il primo cittadino avrebbe dimostrato la sua inadeguatezza a governare la città.
La solidarietà di Renzi e Funaro (Pd)
Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, si è mostrato piuttosto critico, sostenendo che al posto di Lepore non avrebbe indetto una manifestazione per Fakir. L’ex premier ha però aggiunto: “È sbagliato gettare la croce addosso a Lepore. Qui il problema è il fatto che ogni volta che c’è un fatto di cronaca, la parola passa alle curve e il Parlamento si trasforma nel bar dello Sport”.
Massima solidarietà è stata invece espressa dalla sindaca di Firenze, la democratica Sara Funaro, secondo cui “le intimidazioni e i messaggi di odio non possono trovare spazio nel confronto democratico e non devono mai diventare uno strumento di pressione nei confronti di chi ricopre incarichi pubblici”. Anche la famiglia di Fakir si è stretta intorno a Lepore, sostenendo che la fine del loro caro non è augurabile a nessuno.
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