Il leader della Lega, Matteo Salvini, è stato tra i primi a commentare l’arresto del 26enne tunisino accusato dell’omicidio del giornalista Luca Esposito, trovato carbonizzato a Eboli. “Adesso che vada in carcere al suo Paese, non qui a spese degli italiani“, ha scritto sui suoi canali social, ringraziando anche le forze dell’ordine per il lavoro svolto e la celerità con cui si è giunti all’arresto.
La Lega sempre più in crisi
Dopo la cosiddetta “famiglia nel bosco” e il caso del gioielliere Mario Roggero, il segretario del Carroccio sembra aver trovato un nuovo caso di cronaca a cui dedicarsi per cercare di racimolare qualche consenso. La Lega, ormai da diversi anni, continua a perdere consensi nei sondaggi e centralità nello scenario politico attuale. Gli stessi esponenti del partito, e non solo quelli dell’ala nordista, iniziano a mostrare un certo scetticismo nei confronti delle capacità di Salvini.
L’ultimo sondaggio di Ipsos a cura di Nando Pagnoncelli attesta la Lega al 5,1% con un -0,5% rispetto alla rilevazione precedente. Un calo significativo che pesa ancora di più se si pensa che Futuro Nazionale, il partito fondato dall’ex braccio destro Roberto Vannacci, è al 7,1% a soli cinque mesi dalla fondazione.
Il precedente della famiglia del bosco
Così, Salvini rilancia una comunicazione incentrata su sicurezza e immigrazione. Solo pochi mesi fa, il vicepremier era in prima linea a difesa di Nathan e Catherine, i genitori dei tre bimbi che erano stati affidati a una casa famiglia perché residenti in un’abitazione non a norma di legge. La “famiglia del bosco” è stata però velocemente dimenticata quando si è compreso che il ricongiungimento familiare sarebbe stato più lungo e complesso del previsto.
Il caso Mario Roggero
Qualche settimana fa, quindi, il leader della Lega ha sfruttato a suo vantaggio la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere di Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due rapinatori e ne ha ferito un terzo dopo aver subito un assalto al suo negozio. Questo caso di cronaca ha anche spinto il ministro dei Trasporti a far presentare al suo partito un disegno di legge per allargare le maglie della legittima difesa. Un tema che è regolato da una legge presentata sempre dalla Lega sette anni fa, quando Salvini era ministro dell’Interno del Governo Conte.
Ora, la morte del giornalista di Eboli diventa l’ennesimo episodio utile a Salvini per rendere ben chiaro il perimetro politico della Lega. In un periodo in cui Futuro Nazionale si inserisce in maniera sempre più netta nel terreno dell’ultradestra italiana, il populismo appare a Salvini l’unica arma per continuare a ricordare agli elettori che la Lega esiste.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





