mercoledì 28 Ottobre 2026
Gualmini e Meloni

La strategia di Meloni per sfilare Bologna a Schlein: candidare l’ex dem Gualmini

Gli elettori potrebbero preferire una figura più moderata. Soprattutto dopo gli scontri tra la polizia e i manifestanti nella piazza convocata dal sindaco Lepore

Di Maria Vittoria Ciocci
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A Bologna la Giunta guidata dal sindaco Matteo Lepore vacilla. E la premier Giorgia intende sottrarre alla segretaria dem Elly Schlein una delle principali roccaforti della sinistra. Per farlo, potrebbe aver individuato un nome capace di prevalere alle urne: Elisabetta Gualmini, un tempo in quota Pd, oggi nelle fila di Azione, il partito guidato da Carlo . Gualmini, infatti, ha una storia particolare. È una politologa ed è sposata con Salvatore Vassallo, tra gli autori dello statuto del Pd. Di conseguenza, potrebbe intercettare gli elettori moderati che sono stanchi di vedere le strade infuocarsi.

Guardando alle elezioni del 2027, ogni passo falso può incidere sul risultato elettorale. La gestione della morte di Abderrahim Fakir a Bologna, nel quartiere , rappresenta così lo scivolone che il Governo Meloni aspettava da tempo. Il sindaco Matteo Lepore, tra i principali sostenitori della segretaria dem Elly Schlein, ora si muove sotto scorta, a causa delle minacce di morte ricevute dopo la convocazione del in memoria del 43enne di origini marocchine. Una definita incauta, che è sfociata in uno scontro con le forze dell’ordine e il ferimento di sessanta agenti.

Il paradosso risiede nel fatto che le al primo cittadino arrivano proprio dai centri sociali che hanno partecipato al corteo. «Polizia assassina. Lepore », il loro slogan.

Fratelli d’Italia, nel frattempo, ne ha approfittato. I parlamentari hanno raccolto 32mila firme contro Lepore e reclamano da giorni le sue dimissioni. Tra i punti sui quali la maggioranza può infierire c’è anche la cementificazione del quartiere Pilastro. Principale punto di contestazione, peraltro, dei centri sociali. Infine, ad accompagnare le criticità che attanagliano la Giunta Lepore, c’è anche l’incontro tra il sindaco e il vicepremier Matteo subito dopo la manifestazione per Fakir. Gli elettori di sinistra e i centristi, di conseguenza, potrebbero ambire a una figura meno divisiva, e più coerente, per guidare Bologna.

Ecco, quindi, che Gualmini si presenta come la candidata più adeguata per soddisfare tale esigenza. La premier Meloni, a quel punto – come anticipa Il Foglio –, potrà scegliere tra due opzioni: sostenerla subito al primo turno oppure darle uno slancio in caso di ballottaggio. Qualora dovesse vincere, Schlein perderebbe la sua roccaforte e questo potrebbe provocare dei malumori con il presidente del Pd ed europarlamentare Stefano Bonaccini e con lo storico leader di sinistra Romano Prodi. Una debacle che, in vista delle elezioni politiche, rischierebbe di incidere negativamente sui sondaggi.

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