Nella Lega si riapre il capitolo del dissenso interno. A raccontarlo è Il Foglio, secondo cui sulla scrivania del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, sarebbe arrivata la bozza dello Statuto di un nuovo soggetto politico: il Partito liberale federalista italiano (Plfi). Il documento, elaborato da un giurista e successivamente condiviso dallo stesso Fontana in una vecchia chat del Carroccio, disegna l’architettura di un partito ispirato al pensiero di Gaetano Salvemini e al federalismo, con una struttura organizzata attorno a tre grandi aree federali e i tradizionali organi di partito, dal presidente al segretario nazionale.
La smentita che conferma il disagio
Interpellato dal Foglio, il governatore lombardo ha escluso che sia imminente la nascita di una nuova formazione politica, ma non ha nascosto il clima che si respira nel partito. «Un nuovo partito non è all’ordine del giorno ma è necessario avere più confronto dentro e fuori la Lega. È il segno del malessere», ha dichiarato Fontana. Parole che fotografano una situazione di crescente inquietudine all’interno del movimento guidato da Matteo Salvini, dove da tempo convivono sensibilità diverse sul futuro della Lega e sul suo posizionamento politico.
Un partito attraversato dalle tensioni
L’episodio raccontato dal Foglio si inserisce in una fase particolarmente delicata per il Carroccio. La Lega appare attraversata da tensioni che coinvolgono amministratori, dirigenti territoriali e parte della classe dirigente del Nord, con un confronto sempre più evidente sull’identità del partito e sulla sua linea politica. Il nome di Fontana, governatore della Lombardia e figura storica del movimento, viene indicato da più osservatori come un possibile punto di riferimento dell’area più critica. Non a caso, secondo la ricostruzione del quotidiano, sarebbe diventato il naturale interlocutore di quanti chiedono maggiore spazio per il dibattito interno.
Il nodo del dopo
Al momento non esistono passi concreti verso la nascita del Plfi. Lo stesso Fontana ha escluso che la creazione di un nuovo partito sia una prospettiva immediata. Resta però il dato politico: la circolazione di uno Statuto e il riferimento esplicito al «malessere» confermano come la Lega stia vivendo una fase di forte fibrillazione. Le tensioni interne, che da mesi emergono a più livelli, restituiscono l’immagine di un partito tutt’altro che compatto. Il Carroccio continua a essere attraversato da divisioni e malumori, alimentando il dibattito sul futuro della leadership e sull’evoluzione del progetto politico leghista. Uno scenario che rafforza l’impressione di una Lega sempre più simile a un colabrodo, nella quale le crepe interne faticano a essere ricomposte.
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