giovedì 13 Agosto 2026

In Usa il progressista pro-Pal Abdul El-Sayed vince le primarie democratiche per il Senato

L’epidemiologo appoggiato da Sanders e Ocasio-Cortez ha vinto sulla deputata moderata Haley Stevens, sostenuta dall’establishment

Di Redazione
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Secondo le proiezioni di Nbc, Abdul El-Sayed ha conquistato la vittoria nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan, al termine di una sfida molto combattuta con la deputata Haley Stevens.  Il risultato rappresenta un importante successo per l’ala progressista del , che punta a rafforzare la propria influenza in vista delle di metà mandato.El-Sayed, 41 anni, ex direttore sanitario di Detroit e della contea di Wayne, era sostenuto da figure di primo piano della sinistra democratica come il senatore Bernie Sanders e la deputata . La sua vittoria consolida la presenza di un movimento progressista che negli ultimi anni ha cercato di modificare l’agenda del partito su temi economici e sociali.

Una corsa costosa e strategica

Le primarie democratiche in Michigan sono state tra le più costose nella storia del partito, con una spesa complessiva superiore agli 80 milioni di dollari. La competizione è stata interpretata come uno scontro tra due visioni del futuro dei democratici: da una parte l’ala moderata legata all’establishment, dall’altra il fronte progressista. Haley Stevens, 43 anni, rappresentante dell’XI distretto del Michigan alla Camera dal 2019, aveva ricevuto il sostegno della governatrice uscente Gretchen Whitmer e del senatore . La sua campagna puntava sull’esperienza , sul rilancio dell’industria manifatturiera e sulla necessità di proporre un considerato più competitivo contro i repubblicani.

La sfida contro i repubblicani

Il Michigan è uno degli Stati più importanti nella mappa politica americana: considerato un territorio “in bilico”, può risultare decisivo per gli equilibri del Senato e del nelle elezioni di novembre. Il candidato democratico dovrà ora affrontare il repubblicano Mike Rogers, in una sfida che potrebbe avere conseguenze nazionali. La democratica aveva espresso dubbi sulla capacità di El-Sayed di vincere in uno Stato conteso, con il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer che aveva sostenuto Stevens. La candidatura del progressista è stata invece vista come un’opportunità per mobilitare gli elettori più giovani e la base più orientata a sinistra.

Sanità e temi progressisti al centro della campagna

Al centro del programma di El-Sayed ci sono state proposte come il Medicare for All, una riforma sanitaria pubblica universale, e una maggiore attenzione alle disuguaglianze economiche. Il candidato ha inoltre criticato il ruolo di alcuni gruppi di pressione nelle campagne elettorali, tra cui l’American Israel Public Affairs Committee. I sondaggi della vigilia indicavano un vantaggio per El-Sayed, soprattutto tra gli elettori più giovani. Secondo una rilevazione Emerson, il candidato progressista raccoglieva il consenso della maggioranza degli elettori democratici, mentre Stevens risultava più forte tra le fasce di età più avanzate.

Problemi anche per i repubblicani

Le tensioni interne non riguardano solo il Partito democratico. In Ohio, il deputato repubblicano , candidato alla rielezione alla Camera, è stato coinvolto nelle accuse di violenza domestica presentate dalla sua ex moglie. Le accuse includono episodi di aggressione e minacce, che Miller ha respinto pubblicamente sostenendo di non avere nulla da nascondere. Le primarie in Michigan e in Ohio confermano così un clima politico americano segnato da forti divisioni interne partiti e da una campagna elettorale che potrebbe influenzare gli equilibri di Washington nei prossimi anni.

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