Secondo le proiezioni di Nbc, Abdul El-Sayed ha conquistato la vittoria nelle primarie democratiche per il Senato in Michigan, al termine di una sfida molto combattuta con la deputata Haley Stevens. Il risultato rappresenta un importante successo per l’ala progressista del Partito democratico, che punta a rafforzare la propria influenza in vista delle elezioni di metà mandato.El-Sayed, 41 anni, ex direttore sanitario di Detroit e della contea di Wayne, era sostenuto da figure di primo piano della sinistra democratica come il senatore Bernie Sanders e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez. La sua vittoria consolida la presenza di un movimento progressista che negli ultimi anni ha cercato di modificare l’agenda del partito su temi economici e sociali.
Una corsa costosa e strategica
Le primarie democratiche in Michigan sono state tra le più costose nella storia del partito, con una spesa complessiva superiore agli 80 milioni di dollari. La competizione è stata interpretata come uno scontro tra due visioni del futuro dei democratici: da una parte l’ala moderata legata all’establishment, dall’altra il fronte progressista. Haley Stevens, 43 anni, rappresentante dell’XI distretto del Michigan alla Camera dal 2019, aveva ricevuto il sostegno della governatrice uscente Gretchen Whitmer e del senatore Gary Peters. La sua campagna puntava sull’esperienza politica, sul rilancio dell’industria manifatturiera e sulla necessità di proporre un candidato considerato più competitivo contro i repubblicani.
La sfida contro i repubblicani
Il Michigan è uno degli Stati più importanti nella mappa politica americana: considerato un territorio “in bilico”, può risultare decisivo per gli equilibri del Senato e del Congresso nelle elezioni di novembre. Il candidato democratico dovrà ora affrontare il repubblicano Mike Rogers, in una sfida che potrebbe avere conseguenze nazionali. La leadership democratica aveva espresso dubbi sulla capacità di El-Sayed di vincere in uno Stato conteso, con il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer che aveva sostenuto Stevens. La candidatura del progressista è stata invece vista come un’opportunità per mobilitare gli elettori più giovani e la base più orientata a sinistra.
Sanità e temi progressisti al centro della campagna
Al centro del programma di El-Sayed ci sono state proposte come il Medicare for All, una riforma sanitaria pubblica universale, e una maggiore attenzione alle disuguaglianze economiche. Il candidato ha inoltre criticato il ruolo di alcuni gruppi di pressione nelle campagne elettorali, tra cui l’American Israel Public Affairs Committee. I sondaggi della vigilia indicavano un vantaggio per El-Sayed, soprattutto tra gli elettori più giovani. Secondo una rilevazione Emerson, il candidato progressista raccoglieva il consenso della maggioranza degli elettori democratici, mentre Stevens risultava più forte tra le fasce di età più avanzate.
Problemi anche per i repubblicani
Le tensioni interne non riguardano solo il Partito democratico. In Ohio, il deputato repubblicano Max Miller, candidato alla rielezione alla Camera, è stato coinvolto nelle accuse di violenza domestica presentate dalla sua ex moglie. Le accuse includono episodi di aggressione e minacce, che Miller ha respinto pubblicamente sostenendo di non avere nulla da nascondere. Le primarie in Michigan e in Ohio confermano così un clima politico americano segnato da forti divisioni interne ai partiti e da una campagna elettorale che potrebbe influenzare gli equilibri di Washington nei prossimi anni.
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