mercoledì 19 Agosto 2026
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Manuel Bortuzzo, la carrozzina rotta dopo il volo dall’Africa

Il nuotatore ha ritrovato la sua carrozzina inutilizzabile al termine del viaggio tra Zanzibar e Tanzania

Di Redazione
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Manuel Bortuzzo ha raccontato sui una disavventura che ha trasformato il rientro da un viaggio in Africa in un momento di forte rabbia e amarezza. Il nuotatore paralimpico ha infatti ritrovato la propria danneggiata dopo il volo e, secondo quanto ha raccontato, il mezzo non poteva più consentirgli di muoversi normalmente. Per Bortuzzo non si tratta di un semplice bagaglio danneggiato, ma di uno strumento indispensabile per la sua autonomia quotidiana. La carrozzina rappresenta infatti il mezzo attraverso il quale può spostarsi e affrontare in autonomia le attività di ogni giorno. Per questo motivo l’ ha reagito con particolare durezza, sottolineando il significato concreto che una carrozzina assume nella vita di una persona con disabilità.

Il viaggio aveva portato Manuel Bortuzzo tra Zanzibar e la , insieme alla sua compagna. Al momento del rientro, però, la situazione ha preso una piega completamente diversa. Una volta recuperati i bagagli, il nuotatore ha constatato i danni alla carrozzina e ha raccontato pubblicamente quanto accaduto. La sua reazione ha subito attirato l’attenzione perché mette in evidenza un problema che riguarda direttamente l’accessibilità e il trattamento delle attrezzature utilizzate dalle persone con disabilità durante i viaggi aerei. Un danno a una valigia può creare un disagio, ma un danno a una carrozzina può compromettere concretamente la possibilità di muoversi in autonomia.

«Grazie Ethiopian»: la rabbia di Bortuzzo

Bortuzzo ha indirizzato la sua protesta contro Ethiopian Airlines, coinvolta nel viaggio, con parole molto dure. Nel suo messaggio ha scritto: «Grazie Ethiopian per avermi rotto la carrozzina, è inutilizzabile. Peggior volo della mia vita». Il nuotatore ha poi spiegato il motivo per cui considera particolarmente grave quanto accaduto, aggiungendo: «Per noi sono le nostre gambe, la nostra libertà». Le sue parole hanno dato alla vicenda un significato che va oltre il semplice disservizio legato a un viaggio. Manuel Bortuzzo ha infatti voluto ricordare quanto una carrozzina costituisca una parte essenziale dell’autonomia personale e quanto sia importante trattarla con la massima attenzione.

La denuncia dell’atleta arriva quindi in un momento di particolare esasperazione. Dopo un viaggio internazionale, il problema non riguarda soltanto la necessità di riparare o sostituire un componente danneggiato. Una carrozzina utilizzata quotidianamente deve rispondere alle esigenze specifiche della persona che la utilizza e un danno può rendere il mezzo inutilizzabile oppure limitarne seriamente le funzioni. Nel caso raccontato da Bortuzzo, proprio questo elemento ha alimentato la sua protesta: il mezzo che gli garantisce autonomia ha perso la propria funzionalità proprio durante uno spostamento aereo.

La carrozzina al centro della sua nuova vita

La vicenda assume un peso ancora maggiore considerando la personale e sportiva di Manuel Bortuzzo. Nel febbraio 2019 il nuotatore rimase vittima di una sparatoria a Roma, in un episodio legato a uno . Un proiettile lo colpì e provocò una lesione completa del midollo spinale, cambiando radicalmente la sua vita. Da allora Bortuzzo ha affrontato un lungo percorso di riabilitazione e ha continuato a dedicarsi al nuoto, fino a costruire una carriera nello paralimpico.

La carrozzina rappresenta dunque uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali Manuel Bortuzzo affronta la quotidianità. Il suo percorso lo ha portato a trasformare una tragedia personale in una nuova sfida sportiva, mantenendo un forte legame con il nuoto e con la competizione. Proprio per questo la sua denuncia assume anche un valore più ampio: quando una compagnia aerea danneggia un ausilio per la mobilità, non compromette soltanto un oggetto, ma incide direttamente sulla possibilità di una persona di vivere, lavorare, viaggiare e praticare sport con il massimo grado possibile di autonomia.

Una protesta che riaccende il tema dell’accessibilità

Il caso raccontato da Bortuzzo riporta così al centro dell’attenzione il tema della gestione delle carrozzine negli e durante i voli. Le persone che viaggiano con una carrozzina affidano alle compagnie aeree un ausilio che spesso ha caratteristiche tecniche specifiche e un valore personale difficilmente sostituibile nell’immediato. Per questo la di questi strumenti assume un’importanza particolare. La denuncia del nuotatore evidenzia proprio la differenza tra un normale bagaglio e un dispositivo indispensabile per la mobilità.

Al momento, nella vicenda raccontata pubblicamente da Manuel Bortuzzo, il punto centrale resta il danno subito dalla carrozzina durante il viaggio e la forte reazione dell’atleta. La sua protesta ha trasformato una disavventura personale in una riflessione più generale sul diritto delle persone con disabilità a viaggiare senza perdere gli strumenti necessari alla propria autonomia. «Per noi sono le nostre gambe, la nostra libertà», ha scritto il nuotatore, condensando in poche parole il significato che quel mezzo assume nella sua vita.

La rabbia di Manuel Bortuzzo nasce quindi da una situazione concreta e immediata: al termine del viaggio, la sua carrozzina non risultava più utilizzabile. Il nuotatore ha scelto di raccontare pubblicamente l’accaduto e di rivolgere una protesta diretta alla compagnia aerea. Il suo messaggio ha acceso nuovamente l’attenzione su una questione che riguarda non soltanto lui, ma tutte le persone che devono affidare a un viaggio aereo un ausilio indispensabile per potersi muovere e mantenere la propria indipendenza.

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