venerdì 11 Settembre 2026
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Vigevano, morto il 24enne aggredito per omofobia

Il 24enne originario di El Salvador aveva subito un’aggressione omofoba il 21 agosto, quando due uomini lo avevano insultato e spinto nel Naviglio Sforzesco

Di Redazione
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Una nuova tragedia ha scosso Vigevano, in provincia di Pavia. Nella mattinata di mercoledì 2 settembre, un ragazzo di 24 anni originario di El Salvador è stato trovato senza vita nell’immobile in cui viveva. Un altro giovane che abitava nello stesso stabile ha scoperto il corpo e ha lanciato l’allarme. Gli agenti della Polizia di Stato e il della hanno raggiunto rapidamente il luogo del ritrovamento e hanno iniziato gli per ricostruire le circostanze della morte.

La vittima si chiamava Alexander Lopez Kevin Escobar. Il giovane viveva in uno stabile abbandonato di via degli Angeli, nei pressi della stazione ferroviaria. Proprio quell’edificio rappresentava il luogo nel quale il 24enne aveva trovato rifugio negli ultimi giorni. Gli investigatori hanno esaminato l’ e raccolto gli elementi utili per comprendere cosa sia accaduto prima della morte.

Dieci giorni prima l’aggressione omofoba

La morte assume un significato particolarmente delicato perché appena dieci giorni prima Alexander Lopez Kevin Escobar aveva subito una violenta aggressione a sfondo omofobo nella stessa città. Il 21 agosto, nei pressi del ponte della Giacchetta, due uomini lo avevano avvicinato e avevano iniziato a rivolgergli pesanti insulti legati al suo orientamento sessuale.

Secondo la effettuata dai carabinieri, i due uomini avevano poi spinto il giovane nel Naviglio Sforzesco. Il 24enne era riuscito a raggiungere nuovamente la riva senza l’aiuto di altre persone. I soccorritori lo avevano quindi accompagnato al pronto soccorso in codice verde, ma il ragazzo aveva lasciato la struttura prima che i medici potessero sottoporlo alla visita.

L’aggressione aveva provocato indignazione in città e aveva portato all’identificazione dei due uomini coinvolti. I carabinieri della Stazione di Vigevano li avevano denunciati alla Procura. Gli investigatori contestano loro diverse ipotesi di reato, tra cui la discriminazione legata all’orientamento sessuale, le lesioni personali, la minaccia e la a pubblico ufficiale.

Due uomini denunciati dopo l’aggressione

I due presunti aggressori hanno 28 e 33 anni. Uno dei due aveva già ricevuto un foglio di via obbligatorio dal Comune di Vigevano. Dopo l’intervento dei carabinieri, inoltre, entrambi avrebbero reagito contro i , opponendo resistenza e rivolgendosi agli operatori con atteggiamenti aggressivi.

Gli investigatori avevano quindi già avviato un procedimento per l’aggressione del 21 agosto. Ora la morte del giovane introduce un nuovo elemento nella vicenda, ma le autorità non hanno stabilito alcun collegamento diretto tra l’aggressione e il decesso. La prudenza resta dunque fondamentale mentre gli inquirenti attendono gli esiti degli accertamenti medico-legali.

Le cause della morte restano da chiarire

Al momento gli investigatori non hanno stabilito con certezza perché il 24enne sia morto. Il corpo presentava ferite e tracce di sangue sul volto, elementi che hanno spinto gli operatori a effettuare ulteriori verifiche. Gli inquirenti devono capire se quelle lesioni derivino da una caduta accidentale, da un precedente episodio di violenza oppure da altre circostanze.

L’ipotesi che al momento prevale indica un possibile decesso per cause naturali, ma gli investigatori non escludono altre possibilità. Tra gli scenari che gli inquirenti devono valutare figurano anche un eventuale malore, una situazione legata all’assunzione di sostanze oppure una nuova lite degenerata. Nessuna di queste ipotesi, tuttavia, può ancora considerarsi definitiva.

L’autopsia dovrà fornire indicazioni più precise sulle cause della morte. Gli esami medico-legali potranno stabilire la natura delle lesioni, verificare eventuali traumi e aiutare gli investigatori a ricostruire le ultime ore di vita del giovane. Soltanto dopo questi accertamenti sarà possibile valutare con maggiore precisione l’eventuale rapporto tra la morte e gli eventi dei giorni precedenti.

Il precedente intervento dei carabinieri

La vicenda del 21 agosto aveva già richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo la chiamata al , i carabinieri avevano raggiunto la zona del Naviglio e avevano individuato i due uomini ancora nelle vicinanze. Il loro comportamento aveva ulteriormente complicato la situazione, perché i due avrebbero reagito contro i militari e uno di loro avrebbe anche impugnato una di vetro.

I carabinieri erano comunque riusciti a riportare la situazione sotto controllo e a identificare entrambi gli uomini. La Procura di Pavia aveva quindi ricevuto la denuncia relativa all’aggressione e alle condotte contestate ai due uomini. Il giovane, invece, dopo il passaggio al pronto soccorso, aveva lasciato autonomamente la struttura sanitaria.

Il nuovo sopralluogo della Scientifica

Il ritrovamento del corpo ha fatto scattare una nuova attività investigativa. Gli agenti della Polizia di Stato hanno delimitato l’area e hanno consentito agli specialisti della Polizia Scientifica di eseguire i rilievi. Gli operatori hanno raccolto tracce e informazioni utili per stabilire cosa sia accaduto all’interno dello stabile e nelle ore precedenti al ritrovamento.

Un altro residente dell’immobile ha trovato il corpo e ha dato l’allarme. Gli investigatori stanno ora ascoltando le persone che frequentavano o abitavano nello stabile per ricostruire gli ultimi movimenti del 24enne. Anche questo passaggio potrà contribuire a chiarire quando sia avvenuta la morte e quali siano state le ultime circostanze della sua vita.

Un caso che riapre l’attenzione sull’aggressione

La morte di Alexander Lopez Kevin Escobar riporta inevitabilmente l’attenzione sull’aggressione subita dieci giorni prima. Il fatto che il giovane sia morto così poco tempo dopo quell’episodio rende necessario un esame accurato di tutti gli elementi, senza però anticipare conclusioni che gli accertamenti non hanno ancora dimostrato.

Al momento non esiste una conferma ufficiale che l’aggressione omofoba abbia provocato la morte del 24enne. Gli investigatori devono prima stabilire le cause del decesso e verificare ogni possibile collegamento. L’autopsia rappresenterà quindi uno dei passaggi più importanti dell’inchiesta, insieme ai rilievi effettuati nello stabile e alle testimonianze raccolte.

La vicenda resta dunque aperta. Da una parte ci sono le certezze relative all’aggressione del 21 agosto e alla denuncia dei due uomini; dall’altra rimangono ancora da chiarire le circostanze della morte. La priorità degli investigatori consiste ora nel ricostruire con precisione gli ultimi giorni di vita del giovane e comprendere cosa abbia provocato il decesso.

A Vigevano, intanto, la notizia ha riportato dolore e preoccupazione tra le persone che avevano seguito il caso dell’aggressione. Il 24enne che dieci giorni prima aveva subito insulti e violenza è morto nello stesso contesto urbano nel quale aveva cercato rifugio. Le autorità continuano gli accertamenti e attendono gli esiti dell’esame autoptico prima di formulare conclusioni definitive sulla sua morte.

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