sabato 31 Ottobre 2026
No alla settimana lavorativa corta

Il Governo boccia la settimana lavorativa corta

Respinta la proposta di Avs-M5s-Pd di 32 ore lavorative

Di Maria Vittoria Ciocci
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Settimana lavorativa di 32 ore, invece di 40, a parità di . Era questa la di Avs, M5s e , affossata dalla maggioranza. La Camera dei deputati ha approvato l’emendamento soppressivo del testo di cui Nicola Fratoianni era il primo firmatario, seguito da , Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Walter Rizzetto () ha sottolineato l’assenza di coperture e le potenziali ricadute sulla Pubblica : “Avrebbe un fabbisogno aggiuntivo di personale e questo potrebbe essere un primo grosso problema”.

Il testo prevedeva una sperimentazione triennale affidata alla contrattazione. Secondo il Censis, il 71% dei lavoratori era favorevole alla riduzione del tempo dedicato al lavoro. Il nono rapporto con Eudaimon sul aziendale, pubblicato il 24 febbraio, evidenziava la risposta positiva considerando anche le condizioni – sia tecnologiche, che economiche – per applicarlo. La commissione ha però dato parere contrario, elemento che ha convinto 132 deputati a rifiutare la proposta.

L’: “Ancora una volta no”

La maggioranza volta le spalle all’ennesima proposta dell’opposizione a favore dei lavoratori. Il no irremovibile sul salario minimo si somma così alla decisione dell’Esecutivo di negare la settimana corta.

Immediata la reazione del leader M5s Giuseppe Conte: “Una misura su cui oltre il 70% degli italiani – lavoratori n.d.r – è d’accordo, chiedevamo di ridurre l’orario da 40 a 32 ore settimanali senza tagli di stipendio, il tutto, peraltro, all’interno della contrattazione collettiva e prevedendo esoneri contributivi per quei datori di lavoro che avrebbero utilizzato tale possibilità”. E continua: “Maggioranza e governo, invece hanno detto ancora una volta no. L’unica cosa che sanno fare è proporre vergognose per aggredire i diritti dei lavoratori sfruttati e sottopagati”.

 

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