Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto riscrivere alcune norme del disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, in quanto non rispettavano il principio dell’invarianza finanziaria – aggiunge oneri allo Stato. Decisione che ha provocato dei malumori. Sia nelle opposizioni, che in alcuni deputati della maggioranza.
Il testo, dopo aver ricevuto il via libera dalla commissione Affari Costituzionali, aspettava l’esito dalla commissione Bilancio, così da poter passare all’approvazione in Aula. I fondi destinati per la lotta contro l’antisemitismo devono esser presi dal bilancio della Presidenza del Consiglio e rispettare l’art. 81 della Costituzione.
Da qui la decisione del Tesoro di chiedere correzioni su una decina di emendamenti e il rifiuto di due norme: una di Avs riguardante “iniziative di studio e confronto culturale sul fenomeno dell’antisemitismo” e una di Fdi che chiedeva di “valorizzare e promuovere l’azione di figure storiche o di personalità contemporanee” impegnate nella lotta contro la discriminazione dei cittadini di religione ebraica.
Nel merito delle modifiche, è intervenuta la senatrice Daisy Pirovano (Lega) che ha espresso “forti perplessità”, in quanto “sembrano esulare dai profili finanziari”. Dello stesso avviso sono anche la senatrice Ester Mieli (Fdi), Ivan Scalfarotto (Iv) e Daniela Manca (Pd). Mentre il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri propone di fare modifiche in Aula.
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