lunedì 14 Settembre 2026
Giuseppe Conte

Conte scuote il centrosinistra: «Stop alle armi a Kiev nel programma di coalizione»

Il leader del M5S rifiuta di sottoscrivere il sostegno militare all'Ucraina in caso di vittoria alle primarie. L'attacco irrita il PD, dove la componente riformista lo accusa apertamente di voler sabotare l'alleanza

Di Redazione
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Dal palco della festa del Quotidiano, Giuseppe Conte mette in chiaro i paletti per la futura di centrosinistra, senza ricorrere a mezze misure: «Non può essere che, se Schlein vince le primarie, poi si mandano armi a Kiev». Il capo del Movimento 5 Stelle esige un’inversione di rotta sul fronte russo-ucraino rispetto alle scelte dell’esecutivo Meloni, avvertendo che «il Movimento 5 stelle non può sottoscrivere un programma che prevede di continuare a fare quello che fa Meloni in estera». L’obiettivo è impedire che si continui l’invio di forniture militari per una «escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale giorno dopo giorno», puntando invece su una svolta diplomatica e sulla nomina di un negoziatore europeo.

Le ambiguità della leadership e il silenzio di Schlein

Di fronte al pressing pentastellato, la segretaria del Elly Schlein sceglie la linea del basso per difendere l’unità dell’alleanza. Dal palco di Reggio Emilia la leader dem ribadisce la volontà di «sostenere un popolo ingiustamente invaso», evitando di pronunciare la parola “armi” e senza rispondere direttamente alle provocazioni dell’alleato. Conte punta anche ad azzerare il peso dei moderati nella coalizione, liquidando le ambizioni Renzi: «È una follia pensare di dare centralità a chi ha il 2%».

La dell’ala riformista: «Un sabotatore dell’alleanza»

Se la segretaria sorvola, l’area riformista del Partito Democratico reagisce con durezza, erigendo il sostegno a Kiev a vera e propria linea rossa. L’ex ministro della Difesa Lorenzo Guerini ribadisce che «il sostegno all’ continuerà (anzi migliorerà, visto che negli ultimi mesi l’Italia ha rallentato gli aiuti), fino al raggiungimento di un cessate il fuoco e l’avvio di un negoziato equo. Se ne facciano una ragione». Ancora più sferzante l’attacco della deputata Lia Quartapelle: «L’insistenza con cui Conte ribadisce le sue posizioni farneticanti sull’Ucraina, quando sa benissimo che Pd, IV e Più Europa votano per continuare a sostenere il paese invaso fa pensare che non voglia l’unità della coalizione. Non è un alleato, ma un sabotatore».

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