Fatto il decreto per sospendere temporaneamente il bollo auto a circa 13,2 milioni di vetture e due milioni di moto, l’esecutivo si trova ora a dover gestire il caos finanziario innescato nei territori. Il provvedimento rischia infatti di cancellare il 30,4% del gettito complessivo, bruciando 2,3 miliardi su un totale di 7,6 miliardi di incassi. Nel vertice d’urgenza al ministero dell’Economia tra il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti e la delegazione della Conferenza delle Regioni guidata da Massimiliano Fedriga, il governo ha provato a blindare la misura promettendo un risarcimento integrale. Giorgetti ha assicurato che nessuna amministrazione perderà risorse l’anno prossimo, garantendo la copertura anche per le addizionali regionali e preannunciando l’intenzione di rendere lo stop strutturale con la prossima manovra.
L’allarme di Todde (M5S) e i dubbi di Bruxelles
Le rassicurazioni di Palazzo Chigi non bastano però a placare le proteste dei governatori, preoccupati che i trasferimenti statali si rivelino parziali. A dar voce ai timori è la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde (M5S), che denuncia con chiarezza le possibili conseguenze sui cittadini: «Centinaia di milioni di euro rischiano di essere sottratti a servizi essenziali come trasporti, sanità e scuola». A complicare il quadro si aggiungono i rilievi della Commissione europea, pronta a valutare la manovra nell’ambito del Semestre europeo. L’esecutivo ha infatti recuperato 1,7 miliardi dalle economie sui prestiti del Pnrr, scaduto il 30 giugno scorso; fondi che secondo Giorgetti sono ormai risorse nazionali liberamente utilizzabili, ma su cui Bruxelles intende vederci chiaro.
Le spinte della maggioranza e la cautela del Mef
Mentre i conti restano in bilico, all’interno della maggioranza si è già aperta la caccia alle bandiere elettorali. Dopo il pressing della Lega sul superbollo, Fratelli d’Italia con Carlo Fidanza chiede di estendere la platea dei beneficiari già in legge di Bilancio. Un’intraprendenza che costringe Giorgetti alla cautela: ogni nuovo intervento, ha puntualizzato il ministro, dovrà fare i conti con i saldi finanza pubblica, in un perimetro d’azione che si preannuncia tutt’altro che privo di incognite.
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