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domenica 19 Aprile, 2026
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La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ph: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Meloni: “L’Italia non è in guerra”. Ma concederemo le basi

Basi militari, difese Samp-T e una fregata verso Cipro. Oggi il voto sulle risoluzioni.

Da Sergio Di Laccio
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A seguito della regionalizzazione del conflitto in Iran, il governo italiano è deciso a concedere il proprio sostegno agli Stati Uniti e ai paesi del Golfo.
Stamani la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che “l’Italia non è in guerra e non vuole entrarci” ma che l’Italia intende aiutare i paesi colpiti dalla reazione iraniana; quanto alle basi militari, l’Italia “si atterrà agli accordi bilaterali” con gli USA.
Dopo giorni di balbettii e reticenze, l’esecutivo avrebbe quindi scelto la linea. La stessa che, con diverse sfumature, l’Italia tiene da decenni: legare il somaro dove vuole il padrone.

Il nodo delle basi militari

Tra le questioni più sensibili c’è appunto l’utilizzo di basi italiane da parte degli Stati Uniti per operazioni legate al conflitto con l’Iran. Al momento non risulterebbe alcuna richiesta formale, ma potrebbe arrivare a breve. La questione è particolarmente delicata anche alla luce delle dichiarazioni di Teheran, che ha avvertito che un coinvolgimento di questo tipo sarebbe considerato un atto ostile. Se anche, come sostenuto da Meloni, l’Italia non si considerasse in guerra e non avesse intenzione di entrarci, l’Iran interpreterebbe le nostre mosse in maniera molto diversa.

Il possibile invio di sistemi e mezzi

Parallelamente si discute della possibilità di fornire strumenti di difesa e supporto tecnologico ai Paesi colpiti dalla reazione iraniana. Tra gli asset citati figura il sistema missilistico terra-aria Samp-T, progettato per intercettare minacce aeree e già utilizzato nel sostegno all’Ucraina. L’Italia dispone di un numero limitato di questi sistemi, alcuni dei quali già impiegati in missioni Nato e sul fianco orientale europeo. Per questo motivo qualsiasi decisione dovrà tenere conto delle capacità effettivamente disponibili.
Sul tavolo anche l’invio di una fregata con sistema anti-droni verso Cipro.

Oggi il voto in Parlamento

Oggi, dopo le comunicazioni dei ministri Tajani e Crosetto, si votano le risoluzioni sulla linea del governo. Le opposizioni lavorano a una mozione unitaria che potrebbe tenere insieme almeno PD, M5S e AVS; per facilitare l’intesa il testo potrebbe pilatescamente evitare riferimenti espliciti alla concessione di basi o all’invio di armi. Nella maggioranza, intanto, i vertici di Fratelli d’Italia hanno disposto la precettazione dei parlamentari, chiedendo massima presenza in Aula per evitare sorprese al momento del voto.

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