Sono previste per domani alle 10 alla Camera e alle 16 in Senato le comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto sulla crisi in Iran e nel Golfo Persico. Al termine degli interventi entrambe le aule saranno chiamate a votare una risoluzione parlamentare sulla linea del governo. Le opposizioni, però, continuano a chiedere che sia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a riferire direttamente in Parlamento sull’escalation militare.
Per Bonelli (AVS), Meloni fugge e «non ci mette la faccia davanti alla guerra scatenata dal suo amico Trump e dal criminale di guerra Natanyahu». Renzi (IV) usa invece l’ironia: «Meloni non sa cosa dire e manda Tajani in Parlamento perché Tajani è bravo a non dire nulla».
Donzelli: «Il governo non si tira indietro»
A replicare è stato il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, secondo cui «la presidente del Consiglio viene tutte le volte che può, nel frattempo stanno venendo ministri importanti a parlare in Parlamento, sono già venuti Crosetto e Tajani, quindi il Governo non si è tirato indietro, anzi si confronta continuamente con il Parlamento». E prosegue: «Noi in questo momento stiamo pensando all’Italia, credo che con la delicatezza della situazione internazionale in questo momento sia importante avere una postura in cui ci si preoccupa tutti del bene della Nazione, e non solo della Nazione, e meno degli interessi di parte. Noi ci occupiamo di questo. Le opposizioni fanno quello che vogliono».
La precettazione
L’opposizione starebbe già lavorando a una mozione unitaria che tenga assieme, se non l’intera opposizione, almeno PD, M5S e AVS. Per arrivare a un accordo è probabile che si scelga di evitare un riferimento esplicito alla concessione di basi o all’invio di aiuti militari.
Per scongiurare il rischio di ritrovarsi in minoranza al momento del voto sulle risoluzioni, intanto, i vertici di Fratelli d’Italia hanno disposto una precettazione dei parlamentari: l’indicazione è quella di garantire massima presenza e puntualità in Aula durante le comunicazioni dei ministri.
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